Banche venete: bond sotto pressione su voci aumento di capitale

I rendimenti dei bond subordinati delle banche venete tornano sopra il 20%. Smentite le voci di aumento di capitale per Veneto Banca e Bpvi

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I rendimenti dei bond subordinati delle banche venete tornano sopra il 20%. Smentite le voci di aumento di capitale per Veneto Banca e Bpvi

Tornano a scendere i prezzi dei bond subordinati delle banche venete. La speculazione che aleggia su questo tipo di strumenti finanziari, dopo aver picchiato duro sui bond subordinati Mps, è tornata adesso a prendere di mira quelli di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

I rendimenti dei due bond subordinati ad alto rendimento con cedola 9,50% e scadenza 2025 emessi lo scorso anno da Veneto Banca e Popolare di Vicenza per 200 milioni di euro ciascuno sono tornati a sfoggiare rendimenti superiori al 20%. I prezzi sono scesi fino a quota 62 in seguito a newsflow che vedrebbero le due banche venete, ormai l’una lo specchio dell’altra, obbligate a fondersi per poter sopravvivere.

Gli investitori temono che sia Veneto Banca che Popolare di Vicenza abbiano ancora bisogno di una iniezione di capitale da 2,5 miliardi che il fondo Atlante, proprietario di entrambi i pacchetti azionari, dovrebbe metterci e che forse non sarebbe sufficiente (la sua dotazione ammonta a 750 milioni). Voci messe in circolo ad arte che finora non hanno trovato alcun riscontro ufficiale, anzi sono state addirittura smentite. Di fatto, si sa che le autorità di vigilanza bancaria europee stanno premendo per una fusione dei due gruppi con relativi tagli dei costi che vanno dalla messa a riposo di 2.500 dipendenti in tutto, alla chiusura di sportelli e di uffici dirigenziali con notevole risparmi di costi di gestione. Poi, una volta ridimensionata, la nuova banca veneta sarà probabilmente quotata in borsa e (forse) ceduta a qualche altro grosso gruppo bancario nazionale. Ma queste sono notizie note già da tempo. Cosa spinge al ribasso le quotazioni dei bond allora?

Smentite le voci su aumento capitale fino a 2,5 miliardi

Per ora solo voci di un maxi-aumento di capitale, fino a 2,5 miliardi di euro, per la Popolare di Vicenza e Veneto Banca. A rilanciare le indiscrezioni, già apparse sulla stampa locale, è Bloomberg secondo cui a tanto ammonterebbe l’esigenza di nuovo capitale da parte dei due istituti, al lavoro per studiare un’aggregazione. Rumors smentiti in via ufficiale, come già detto, ma tant’è che il clima che si è creato intorno alla vicenda Mps si è fatto pesante con l’intenzione di coinvolgere volontariamente gli obbligazionisti subordinati nel prossimo aumento di capitale dell’istituto senese.

Il mercato tende quindi a trattare le obbligazioni subordinate delle banche in difficoltà allo stesso modo – osservano gli analisti – senza andare tanto per il sottile, facendo di tutte le erbe un fascio. Perché se Mps inviterà gli obbligazionisti a convertire i loro bond in azioni, a questo punto, anche Popolare di Vicenza e Veneto Banca saranno legittimate a farlo prima o poi.

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