Banche venete: 7 miliardi di euro in ballo

La difficile situazione economica dopo il crac delle banche venete. Enormi debiti lasciati sul campo e pochi soldi per gli obbligazionisti subordinati

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La difficile situazione economica dopo il crac delle banche venete. Enormi debiti lasciati sul campo e pochi soldi per gli obbligazionisti subordinati

Migliaia di posizioni, piccole e medie imprese sull’orlo del fallimento. Un buco potenziale da 7 miliardi di euro, che potrebbe aggiungersi ai 9 miliardi già contabilizzati come “sofferenze”. E’ questo, si legge sul Corriere della Sera, quanto resta dopo le ventennali gestioni di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che dopo l’intervento congiunto del 25 giugno tra Ministero dell’Economia e Intesa Sanpaolo, sono adesso finite alla bad bank pubblica.

 

In capo al Governo, spiega il quotidiano, sono rimaste migliaia di posizioni, avviate alla liquidazione coatta amministrativa. I quasi 10 miliardi di euro di sofferenze riguardano attività ormai decotte e pronte per il commissario liquidatore, ma l’attenzione e la preoccupazione di questi giorni riguarda le partite ancora aperte, le aziende che ancora possono avere qualcosa da dire sul mercato. Queste posizioni, dove si può ipotizzare una qualche sorta di recupero, finiranno in capo alla Sga, la Società per la gestione di attività che nel 1997 entro in pista per evitare il fallimento del Banco di Napoli.

 

La Società per la gestione di attività (SGA)

 

A capo della Sga c’è l’a.d. Marina Natale; il suo primo compito sarà proprio gestire questi 7 miliardi di finanziamenti, cercando di trasformare le migliaia di aziende coinvolte dal crac delle due ex popolari da debitori a creditori. L’obiettivo di Sga sarà quello di trasformare attività in difficoltà e riportarle in bonis. Va trovata una soluzione anche dal punto di vista formale, perchè le partite finite all’interno delle due procedure di liquidazione coatta amministrativa vanno a liquidazione; così sarà per le sofferenze, che ammontano a più di 9 miliardi di euro. Partita diversa, appunta,per le cosiddette inadempienze probabili, ovvero per le esposizioni per le quali la banca giudichi improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie. E’ su questo che si concentrerà il lavoro della Sga.

 

Il ristoro delle obbligazioni subordinate

 

Per quanto riguarda i bond subordinati finiti in default,  è stato pubblicato il regolamento che disciplina l’accesso all’indennizzo forfettario per i possessori dei titoli di Banca Popolare di Vicenza Veneto Banca. Nello specifico “I possessori di bond subordinati delle due ex popolari venete possono presentare istanza al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che gestisce le pratiche, entro il 30 settembre”.

E’ possibile, però, che il termine sarà prorogato, come avvenuto per le richieste riguardanti i titoli subordinati delle quattro banche finite in risoluzione nel novembre del 2015. Il rimborso per gli aventi diritto è pari all’80% cui Intesa Sanpaolo aggiunge di suo un ulteriore 20%. La percentuale viene calcolata su un valore pari al corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari subordinati al netto degli oneri e delle spese direttamente connessi all’acquisto e della differenza, se positiva, tra il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e il rendimento di mercato di un BTP in corso di emissione di durata finanziaria equivalente oppure il rendimento ricavato tramite interpolazione lineare di BTP in corso di emissione aventi durata finanziaria più vicina.

 

I requisiti

 

Il ristoro è destinato alle sole persone fisiche, agli imprenditori individuali e agricoli ed ai coltivatori diretti. E’ esteso ai loro eredi o coniugi, conviventi more uxorio e parenti entro il secondo grado che abbiano i bond per trasferimenti tra vivi. L’acquisto o sottoscrizione dei bond deve essere stato effettuato entro il 12 giugno 2014, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della Direttiva “Brrd” sui salvataggi bancari. L’acquisto deve essere avvenuto nell’ambito di un rapporto negoziale diretto dell’investitore con una delle due banche emittenti. Sono quindi esclusi tutti gli obbligazionisti che hanno sottoscritto oppure comprato i titoli presso altri intermediari, incluse le banche che facevano parte dei due gruppi Veneto Banca e Popolare Vicenza. Sono anche esclusi gli acquisti effettuati sul mercato mediante le due banche, quando queste hanno agito solo da intermediari. I titoli devono essere stati posseduti alla data del 25 giugno 2017. Ci sono poi dei parametri di natura patrimoniale oppure reddituale da rispettare.

Essi sono:

 

– essere in possesso di un patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2015 inferiore a centomila euro, escluso il valore dei titoli azzerati
oppure
– disporre di un reddito complessivo ai fini Irpef anno 2014 (dichiarazione del 2015) inferiore a trentacinquemila euro.

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