Banca Mps: timido rimbalzo dei bond subordinati

I bond subordinati Mps restano sui minimi storici in attesa dell’assemblea che varerà l’aumento di capitale

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I bond subordinati Mps restano sui minimi storici in attesa dell’assemblea che varerà l’aumento di capitale

Banca Mps guadagna lo 0,44% a 0,226 euro rimbalzando con il resto del comparto bancario. Dopo il Cda di ieri che ha fatto il punto della situaizone in vista dell’assemblea di giovedì chiamata a varare l’ aumento di capitale fino a 5 miliardi, Banca Imi conferma sul titolo la raccomandazione hold continuando ha pensare che “il rischio di esecuzione dell’aumento di capitale resti elevato”.

Sul fronte obbligazionario i bond Mps Lower Tier II restano sostanzialmente stabili dopo che nelle ultime tre sedute hanno annullato tutto il recupero fatto da fine settembre a fine ottobre. I bond con scadenza 30 novembre 2017 si trovano a 65 euro (64,29 euro la chiusura di ieri), quelli con maturity 15 gennaio 2018 sono a 63,85 euro (62,64 euro ieri), quelli con scadenza 21 aprile 2020 a 63 euro (62,62 euro), quelli con maturity 9 settembre 2020 a 64,03 euro (63,01 euro) e quelli con scadenza maggio 2018 a 59,5 euro.

Quotazioni bond subordinati Mps ai mini storici

Al riguardo, ieri – scrive il Sole 24 Ore – le quotazioni delle obbligazioni subordinate Mps oggetto dell’offerta di conversione sono crollate, con gli investitori che preferiscono liquidare sul mercato i bond a valori molto più ridotti rispetto a quelli di conversione, compresi tra l’ 85% e il 100% del valore nominale dei titoli. Movimenti che in banca si ritengono fisiologici, e segno della consapevolezza della posta in palio: chi ha ancora in tasca i bond è per lo più orientato a incassare l’upside con le azioni, dunque pronto a convertire. Tanto è vero che al momento, tra il Monte e le banche del consorzio si punterebbe a raccogliere anche più del miliardo e mezzo ipotizzato nelle settimane scorse.

Obbligazioni fresh Monte dei Paschi

Un capitolo a parte – prosegue Il Sole 24 Ore – merita il bond fresh da un miliardo, su cui non è ancora stato rivelato il prezzo di conversione. Il motivo è nella trattativa, tutt’ora in corso, tra la banca e i possessori del titolo, in particolare la cordata di fondi guidata da Attestor: il bond – un particolare strumento subordinato convertibile in azioni – è sui libri non di Mps ma di Mitsubishi e ha un valore facciale di un miliardo. La banca punterebbe a convertirlo per meno della metà, una cifra comunque superiore all’attuale valore di mercato. Ieri a un certo punto sembrava che l’accordo fosse cosa fatta, poi si è deciso di rinviare il verdetto: si vedrà nei prossimi giorni, verosimilmente entro giovedì (oltre all’assemblea è convocata un cda). Certo dal fresh potrebbe arrivare un contributo pari ad alcune centinaia di milioni alla causa dell’aumento.

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Argomenti: Banca MPS, Obbligazioni subordinate