'Banca Mps: la Bce non concede extra time per l’aumento di capitale, azioni e bond in rosso-

Banca Mps: la Bce non concede extra time per l’aumento di capitale, azioni e bond in rosso

La Bce ha respinto la richiesta di proroga sui tempi per l’aumento di capitale di Mps. Pronto l’intervento del Tesoro per salvare il sistema

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La Bce ha respinto la richiesta di proroga sui tempi per l’aumento di capitale di Mps. Pronto l’intervento del Tesoro per salvare il sistema

Banca Mps cede in borsa il 12% teorico (ultimo prezzo segnato 19,3 euro). Secondo la stampa la Bce avrebbe respinto la richiesta della banca di una proroga di 20 giorni sui tempi dell’aumento di capitale da 5 miliardi di euro.

Bce: ricapitalizzare Banca Mps entro il 31 dicembre

La decisione della Banca Centrale Europea mette quindi alle strette il Monte dei Paschi che deve chiudere la partita sul rafforzamento patrimoniale entro il 31 dicembre 2016. La richiesta di proroga di 20 giorni era stata avanzata da Banca Mps con la necessità di attendere la nomina di un nuovo esecutivo a Palazzo Chigi, ma da Francoforte fanno sapere che “sulla questione è già stato perso troppo tempo” e l’aumento di capitale è già stato approvato dagli organi preposti.

Bond subordinati Mps in forte ribasso

La notizia ha avuto un impatto negativo non solo sull’azionario ma anche sull’obbligazionario: i bond subordinati con scadenza 9 settembre 2020 si trovano a 61,01 euro (62,4 euro la chiusura di ieri), quelli con maturity 21 aprile 2020 a 59,75 euro (61,04 euro) e quelli con scadenza 15 gennaio 2018 a 60,9 euro (62,57). I bond con scadenza maggio 2018 sono a 52 euro. I rendimenti indicano chiaramente una situazione di alto rischio che potrebbe anche portare all’applicazione del bail-in.

Bond subordinati Mps verso l’azzeramento

 Secondo rumors, tuttavia,  sarebbe già pronto un piano B che prevede l’ intervento dello Stato come garante dell’aumento di capitale di Banca Mps. Il Tesoro si farebbe carico dell’intera quota dei bond subordinati Mps che sono rimasti fuori dalla conversione volontaria degli istituzionali conclusasi il 2 dicembre per oltre 1 miliardo di euro, attraverso una procedura di rimborso forzato e anticipato da parte dell’emittente con garanzia pubblica. Tecnicamente, lo Stato subentrerebbe al consorzio di garanzia passando attraverso l’azzeramento dei bond subordinati, ma con il ristoro della clientela retail esposta per circa 2 miliardi.

Le obbligazioni subordinate saranno quindi convertite in azioni alle stesse condizioni offerte a fine novembre agli investitori istituzionali, nell’ambito dell’aumento di capitale. Il Tesoro dovrebbe così salire dal 4% al 40% circa dell’azionariato di Banca Mps diventando il padrone.

Lo Stato garantirà l’aumento di capitale Banca Mps

Questo perché il piano di mercato non è, a tutti gli effetti, ritenuto realizzabile per salvare Siena. Gli investitori stranieri non ci sono (forse non ci sono mai stati) e il sistema bancario italiano non è in grado di assorbire un boccone così grosso. Anche il fondo sovrano del Qatar che avrebbe portato in dote 1,5 miliardi di euro si sarebbe tirato indietro dopo i primi risultati sulla conversione volontaria dei bond subordinati in azioni poco incisiva. Il provvedimento di acquisto e conversione poi dei bond subordinati Mps, quindi, allo studio del Tesoro, potrebbe vedere la luce entro il fine settimana, al massimo entro domenica.

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