Banca Mps: il fondo del Qatar si defila dall’aumento di capitale

Già pronto un piano B che prevede la ricapitalizzazione da parte dello Stato con azzeramento di bond e azioni (burden sharing)

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Già pronto un piano B che prevede la ricapitalizzazione da parte dello Stato con azzeramento di bond e azioni (burden sharing)

Il fondo del Qatar avrebbe preso tempo per l’ingresso nel capitale in Banca Mps. Lo riferiscono indiscrezioni trapelate ieri nel tardo pomeriggio dai piani alti di Banca Mps che contestualmente ha deciso di prendere qualche giorno di tempo prima di lanciare l’aumento di capitale fino a 5 miliardi di euro in programma per questo mese.

Il Fondo del Qatar si defila dall’aumento di capitale di Banca Mps

Secondo fonti di stampa, il rinvio di 3-4 giorni sarebbe legato all’effetto del “no” al referendum costituzionale, ma secondo fonti interne, invece, la presa di tempo riguarderebbe il dubbio espresso dal fondo sovrano del Quatar alla partecipazione all’aumento di capitale di Banca MPS con una partecipazione per circa 1 miliardo di euro dopo la debole risposta da parte degli obbligazionisti subordinati alla conversione dei bond in azioni. L’impegno degli anchor investors, fra cui il fondo del Qatar, a questo punto, diventa abbastanza oneroso e sconveniente.

Banca Mps prende tempo dopo esito referendum

Ufficialmente, l’istituto senese, gli advisor e le banche del consorzio di garanzia si sono incontrati per fare il punto dopo il terremoto politico. Nel corso del vertice tenutosi tra la mattina e il primo pomeriggio di ieri in Piazzetta Cuccia i protagonisti hanno fatto un magro bilancio dell’operazione, prendendosi però tre-quattro giorni di tempo per sondare meglio gli umori del mercato e studiare le contromosse. Anche se formalmente le trattative con i potenziali anchor investor sono ancora in piedi (a partire da quelle con il fondo sovrano del Qatar che aspetterebbe chiarezza sul nuovo governo), lo scetticismo sull’esito dell’operazione è forte. Se insomma il Monte ha tempo sino a fine anno per completare l’aumento prima che la palla passi a Bce e Bruxelles, è possibile che un piano B prenda forma già nei prossimi giorni.

Lo Stato pronto a intervenire su Banca Mps

Già per il tardo pomeriggio di domani a Milano – scrive MF – è convocato un consiglio di amministrazione, ma gli occhi restano puntati sul Tesoro. Via XX Settembre potrebbe impegnarsi direttamente in una ricapitalizzazione precauzionale della banca con burden sharing, cioè azzeramento delle azioni e delle obbligazioni subordinate. Il direttorato alla Concorrenza di Bruxelles richiede infatti che il fardello del salvataggio sia condiviso tra stato e privati. Se insomma il governo accettasse il meccanismo del burden sharing, il Tesoro avrebbe le mani libere su Mps e potrebbe perfino acquisirne il controllo.

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Argomenti: Banca MPS, Obbligazioni subordinate