Banca Marche: pronti i soldi per il salvataggio, ma manca la legge

Il Fitd interverrà con 1,2 miliardi di euro, ma c’è il rischio che Bruxelles bocci il piano perché considerato come aiuto di Stato

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Il Fitd interverrà con 1,2 miliardi di euro, ma c’è il rischio che Bruxelles bocci il piano perché considerato come aiuto di Stato

Banca delle Marche sarà salvata. Forse. Il Fondo interbancario di tutela dei depositi ha deliberato interventi “imponenti, pari a circa 2 miliardi di euro” per il salvataggio di Banca Marche, CariFerrara, Banca Etruria e CariChieti. Lo ha indicato il presidente del Fondo, Salvatore Maccarone precisando che “se dovessero essere rimborsati i depositi garantiti delle quattro banche la somma ammonterebbe a 12,5 miliardi di euro”. Una cifra che, ha detto Maccarone “il Fondo non ha e non avrà mai”. Serve comunque l’ok dalla Ue per l’operazione e una normativa ad hoc che dovrà essere approvata in tempi brevi dal Parlamento.   Obbligazioni subordinate Banca delle Marche a 25% del valore nominale     Ma non c’è solo la necessità di modificare le norme italiane nella strada tortuosa che l’Italia ha intrapreso per i salvataggi bancari degli istituti in amministrazione straordinaria ad opera del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd). L’incertezza deriva anche da Bruxelles che potrebbe configurare l’intervento del Fitd come aiuti di stato, il che è vietato a livello comunitario. Più precisamente, per Banca Marche, il Fitd ha annunciato che l’intervento sarà di 1,2 miliardi di euro. Cifra che non potrebbe arrivare da altre strade se non da quella del Fondo Interbancario, visto come ultima ciambella di salvataggio dagli analisti. Dopo di che, dal primo gennaio 2016, entrerà in vigore la nuova normativa sul salvataggio degli istituti di credito dissestati (bail in bancario) la prevede che anche i correntisti e gli obbligazionisti, oltre agli azionisti, potranno essere chiamati a rispondere delle perdite del proprio istituto di credito. Ma il tempo è tiranno e nel frattempo le obbligazioni subordinate di Banca delle Marche con scadenza 2016 (XS0257293828) e 2017 (XS0302580880) trattano rispettivamente intorno a 26% e 25% del loro valore nominale lasciando intendere per i possessori dei bond uno scenario tutt’altro che tranquillo.   L’Abi cerca di prendere tempo a favore degli obbligazionisti   Tuttavia, la scorsa settimana alla Camera la Commissione Finanze, alle bozze del decreto legislativo che recepisce la direttiva Brrd (acronimo di Bad recovery and resolution directive), è stato dedicato un confronto che ha visto coinvolti parlamentari, Bankitalia, Consob e rappresentanti delle banche. L’Abi, l’associazione delle banche presieduta da Antonio Patuelli, ha chiesto per bocca dI Sabatini, di rinviare al 2019 le nuove norme sul trattamento riservato ai bond in caso di risoluzione: “Introdurre un periodo transitorio – ha detto Sabatini – per coniugare l’esigenza di garantire a regime una tutela rafforzata per i depositi non garantiti dai fondi di tutela e minimizzare l’impatto sui possessori di obbligazioni”.

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