Banca IMI, bond in dollari neozelandesi rende 5,20%

Le obbligazioni Collezione Opera I del primario istituto di credito offrono un’ottima alternativa all’euro. Investimento minimo: 1.260 euro per 5 anni

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Le obbligazioni Collezione Opera I del primario istituto di credito offrono un’ottima alternativa all’euro. Investimento minimo: 1.260 euro per 5 anni

Riparte la caccia ai rendimenti fuori dall’area euro. Con i tassi d’interesse al lumicino, gli emittenti si rivolgono sempre più spesso a mercati esteri in grado di offrire, a basso rischio, ritorni interessanti raccogliendo così capitale fresco. Anche perché la disparità di trattamento fiscale fra emittenti bancari o corporate e lo Stato italiano non aiuta certo le società a competere sui collocamenti.

E così anche l’investitore sta cominciando a entrare nell’ottica che vale la pena investire in monete diverse da quelle dell’euro o del dollaro. La strada da percorrere è quella di scegliere obbligazioni emesse in valuta, evitando possibilmente quelle dei paesi emergenti, sempre in preda all’alta volatilità dei mercati. Una di queste è il dollaro neozelandese (NZD) in tendenziale rafforzamento da circa tre anni. La “divisa kiwi”, come viene definita in gergo, rimane forte sui mercati internazionali beneficiando sostanzialmente di due fattori determinanti: la crescita economica del paese e l’aspettativa di un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse.   Obbligazioni Banca IMI Collezione Dollaro Neozelandese Opera I   [fumettoforumright]Fra i vari emittenti, anche Banca IMI offre interessanti strumenti d’investimento che possono essere maneggiati per piccoli importi, in modo da non farsi troppo male qualora il cambio col dollaro neozelandese dovesse girare a sfavore dell’investitore (al momento è 1,58). Come le obbligazioni Banca IMI Collezione tasso fisso dollaro neozelandese Opera I lanciate in questi giorni da dall’istituto del gruppo Intesa San Paolo (rating BBB per S&P, BBB+ per Fitch e Baa2 per Moody’s ) e negoziabile sui mercati MOT e EuroTLX. Si tratta per la precisione di una emissione quinquennale da 350 milioni di dollari neozelandesi negoziabili dallo scorso 8 settembre sui circuiti telematici regolamentati MOT ed EuroTLX. Le nuove obbligazioni (IT0005045247) sono trattabili per importi minimi di 2.000 dollari nezelandesi (circa 1.260 euro) e pagano una cedola annua fissa lorda pari al 5,20% l’8 settembre di ogni anno fino al 2019. Emesse al prezzo di 99,63, le obbligazioni di Banca IMI offrono un rendimento lordo a scadenza pari al 5,29% a fronte di una quotazione attualmente leggermente inferiore, intorno a 99,70. Il bond è di tipo senior unsecured, molto liquido, è soggetto a una imposta sostitutiva del 26% sugli interessi. Stando alle valutazioni degli analisti, non vi sono rischi particolari per quanto concerne l’emittente e quindi il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale a scadenza è assicurato. Tuttavia, l’investitore deve prestare molta attenzione al cambio dato che il trend di rafforzamento del dollaro neozelandese potrebbe essere vicino ad esaurimento.     Il dollaro neozelandese si è rafforzato del 7% da inizio anno    Come sempre, investire in valute straniere implica accollarsi un certo rischio sul cambio e qui è sempre bene entrare su un mercato estero a piccole dosi cercando di mediare sul prezzo.
Il dollaro neozelandese, però, è considerato dagli analisti una delle grandi divise non speculative legate all’andamento del dollaro americano e ritenute “forti”, più del dollaro canadese e del dollaro australiano. Il cambio nei confronti dell’euro è attualmente di 1,58 e si è apprezzato circa del 7% da inizio anno. Difficile prevedere il comportamento delle valute in futuro, tuttavia da quando in Europa è scoppiata la crisi la divisa kiwi non ha conosciuto momenti di debolezza e la politica monetaria della BCE potrebbe indebolire l’euro con effetti anche sulle altre valute.  

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