Banca Imi Collezione per investire in Turchia senza rischiare

Obbligazioni in lira turca a tasso fisso 7,40% per tre anni. Una valida alternativa per diversificare i propri investimenti con la sicurezza dell’emittente italiano del Gruppo Intesa San Paolo (BBB+) che assicura liquidità sul Mot

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Obbligazioni in lira turca a tasso fisso 7,40% per tre anni. Una valida alternativa per diversificare i propri investimenti con la sicurezza dell’emittente italiano del Gruppo Intesa San Paolo (BBB+) che assicura liquidità sul Mot

Tutti in Turchia. Non solo in vacanza o al mare, ma anche a investire (Investire in Turchia, le potenzialità della Tigre del Bosforo).

Da quando a fine marzo gli analisti di Standard & Poor’s hanno rivisto al rialzo il grado di affidabilità del debito sovrano di Ankara da BB a BB+, fondi d’investimento e attenti risparmiatori hanno cominciato a focalizzare la loro attenzione anche verso il paese della mezza luna.

 

Paesi emergenti: Pil Turchia a 3% nel 2013, ma l’inflazione è ancora alta

Sono ormai lontani i tempi in cui si pensava che la Turchia fosse un paese politicamente instabile con un’economia costantemente a rischio. Oggi il clima politico è molto più stabile di un tempo e l’economia cresce a ritmi che i paesi europei al momento si sognano. Nel 2013 il Pil crescerà del 3% e nel 2014 del 3,8%, confermandosi come il paese candidato all’adesione all’Ue con la migliore prospettiva di sviluppo economico. In particolare, la Commissione europea prevede che l’anno in corso segnerà una marcata ripresa del tasso di crescita del Pil per Ankara, passata dall’8,5% del 2011 al 2,5% nel 2012. Secondo queste stime, il tasso di disoccupazione in Turchia dovrebbe continuare a scendere: dal 10,2% del 2011 all’8,2% del 2012, al 7,6% del 2013 fino al 7% del 2014. Negli ultimi dieci anni, nel complesso, la Turchia ha visto una crescita esponenziale del pil passando da 3.500 dollari per abitante a 10.500 di adesso. D’altro canto, però, l’inflazione continua a correre. Un problema che ha radici profonde e che era esploso agli inizia del nuovo secolo. Poi il nuovo governo per uscire dalla crisi ha rivalutato la lira e coniato la nuova lira turca, ma il problema fatica a rientrare anche col nuovo corso. L’inflazione fatica a trovare un freno e a gennaio aveva subito un’impennata di oltre il 7% costringendo la Banca Centrale a tagliare il tasso di interesse di riferimento di 0,5 punti, dal 5,5 al 5 per cento, per contrastare l’apprezzamento della moneta nazionale.

 

Obbligazioni Banca IMI Collezione in lire turche (Try), tasso fisso 7,40%

 

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Ma come fare a investire direttamente in Turchia senza correre troppi rischi? A parte i fondi d’investimento presenti sul mercato, esistono emittenti sovranazionali come la Bei, la Banca mondiale o la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo che solitamente emettono obbligazioni denominate in lira turca, diverse dai titoli di stato ma ad essi equiparabili. Si tratta di titoli che, però, non sono di semplice approccio all’investitore meno esperto. Più interessante, da questo punti di vista, è la recente emissione offerta dall’italiana Banca IMI. Si tratta di un’obbligazione negoziabile tranquillamente sul Mot (IT0004918410) per importi minimi di 3.000 lire turche (circa 1.280 euro) che paga una cedola lorda annua del 7,40% il 19 aprile fino al 2016, data di rimborso (per tutte le caratteristiche del bond si legga: Obbligazioni Banca IMI 7.4% Tasso Fisso Lira Turca)

Il titolo è in negoziazione sul Mot dallo scorso 26 aprile e già sta facendo registrare scambi vivaci essendo – secondo gli esperti – una valida alternativa di investimento per i risparmiatori non professionali verso i paesi emergenti il cui grado di rischio è molto contenuto, essendo l’emittente, Banca IMI appunto, un istituto italiano appartenente al Gruppo Intesa San paolo, che gode di rating BBB+ per S&P e Fitch e Baa2 per Moody’s. Al momento il titolo scambia intorno a 101,70 (prezzo di collocamento 99,81) e offre un rendimento a scadenza inferiore al 6%, in linea con i rendimenti dei titoli emessi dagli enti sovranazionali per la stessa durata (3 anni) tenuto conto della diversa incidenza di tassazione sugli interessi. I bond Banca IMI Collezione non rientrano nel regime di imposizione fiscale del 12,50% prevista per i titoli di stato e assimilati le cui cedole sono assoggettate a una ritenuta più alta, del 20%. Unico rischio, in conclusione, è il cambio che potrebbe riservare spiacevoli sorprese a scadenza col rischio vedersi eroso il capitale iniziale. Per questo – come sostengono gli esperti – si consiglia sempre di investire gradualmente in valute diverse dall’euro per sfruttare al meglio le oscillazioni del cambio cogliendo l’occasione di realizzo anzitempo in caso di apprezzamento della lira turca nei confronti dell’euro o posticipandone l’uscita (rinnovando l’investimento) in caso contrario.

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Argomenti: Mercati Emergenti, Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni bancarie, Bond in lire turche