Banca IMI Collezione in rand sudafricani, attenzione al cambio

Obbligazioni a tasso fisso 7,95% per tre anni. Una alternativa per diversificare i propri investimenti non senza rischi: la valuta locale è sui minimi storici

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Obbligazioni a tasso fisso 7,95% per tre anni. Una alternativa per diversificare i propri investimenti non senza rischi: la valuta locale è sui minimi storici

Il Sudafrica non sta andando bene. Per lungo tempo è stata l’economia più integrata del continente africano, simbolo dello sviluppo e della crescita dei nuovi mercati emergenti, tanto da essere stata aggiunta ai cosi detti BRICS. Ma adesso, complice la crisi mondiale prolungata e il rallentamento della domanda di materie prime, il Sudafrica è in profonda sofferenza. L’economia del paese si basa per oltre il 60% sulle esportazioni di prodotti minerari i cui prezzi internazionali sono visibilmente in calo derivandone minori introiti per le casse dello Stato.  Molte miniere sudafricane stanno licenziando i  propri lavoratori: il più grande produttore mondiale di platino, Anglo American Platinum Ltd.,ha deciso di licenziare 6000 dipendenti e lo stesso vale per Sibanye Gold che taglierà altri 1100 posti.  Così, gli investitori stanno mostrando il loro pessimismo sulle prospettive del Sudafrica con continue vendite sul mercato obbligazionario contribuendo al deprezzamento della valuta locale, il Rand Sudafricano (ZAR), una delle commodity currency per eccellenza. Difficoltà che sono state recepite anche dalle agenzie internazionali di rating che hanno rivisto l’outlook da stabile a positivo sul Sudafrica, pur mantenendo un giudizio di “investment grade” (BBB). Di fronte a questo scenario, vale quindi la pena investire in Sudafrica oppure no?

 

Economia Sudafrica: il paese è in difficoltà, ma il peggio è alle spalle

 

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Molti analisti ritengono che il peggio della crisi economica sia ormai alle spalle e una lenta ripresa sia ormai alle porte. Gli ultimi dati sull’economia sudafricana (downgrade delle previsioni di crescita annuale dal 2,7% al 2,4% e il dato sulla produzione manifatturiera del -7% nella prima metà dell’anno) hanno sollevato parecchie preoccupazioni, ma sembra che il paese sarà in grado di cogliere quanto prima la ripresa accodandosi a quella delle economie occidentali più mature. La South Africa’s Reserve Bank ha deciso di mantenere i tassi d’interesse al 5%, anche per difendere la propria valuta ed evitare la fuga massiccia degli investitori (dal 22 maggio, gli investitori hanno venduto 6,2 miliardi di obbligazioni e quest’anno l’afflusso di capitali si è più che dimezzato rispetto al 2012) in previsione della fine degli stimoli economici anticipati dagli USA. Al contrario, l’inflazione, spinta dal calo della moneta, che dall’inizio dell’anno ha perso quasi il 20%, e dalle rivendicazioni salariali in atto nel Paese, sta accelerando sopra il 6%. Il presidente Zuma ha recentemente affermato che il rallentamento della crescita sudafricana e le turbolenze nell’industria mineraria  stanno minacciando il suo programma di sviluppo e gli ultimi risultati del PIL hanno mostrato che l’economia sudafricana ha bisogno di almeno di una crescita annua del 3,5% per poter riportare l’economia sul “right footing”. Cosa che potrebbe avvenire già dal 2014 – secondo gli analisti – in concomitanza con la ripresa della domanda mondiale di materie prime.

 

Banca IMI Collezione in Rand Sudraficani 7,95% 2016

 

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Per il risparmiatore che volesse avventurarsi verso nuovi lidi speculativi e rischiosi, Banca IMI ha appena lanciato una nuova obbligazione in Rand sudafricani. Si tratta per la precisione di dell’obbligazione Banca IMI Collezione tasso fisso Rand Sudafricano 7,95% 2016. Un’emissione senior negoziabile tranquillamente sul Mot (Isin IT0004977671) per importi minimi di 20.000 rand (circa 1.450 euro) che paga una cedola lorda del 7,95% il 29 Novembre di ogni anno fino al 2016, data di rimborso (per tutte le caratteristiche del bond e le quotazioni clicca qui). Il titolo è quotato sul Mot dall’inizio di dicembre e già sta facendo registrare scambi vivaci intorno al prezzo di emissione a 99,65 per un rendimento dell’8,07% a tre anni dalla scadenza.  Il bond è molto liquido essendo stato emesso per 3,4 miliardi di Rand. Il rischio si gioca tutto sul rapporto di cambio, ma non sull’emittente,  Banca IMI appunto, istituto italiano appartenente al Gruppo Intesa San paolo, che gode di rating BBB+ per S&P e Fitch e Baa2 per Moody’s. Pertanto, in assenza di adeguate coperture sul cambio, investire in obbligazioni in rand sudafricani potrebbe rappresentare un rischio elevato, benché l’emissione di Banca IMI offra una cedola alta rispetto ai tassi d’interesse del Paese in grado di attutire eventuali perdite sul cambio. [fumettoforumright] Per questo – come sostengono gli esperti – si consiglia sempre di investire gradualmente in valute diverse dall’euro per sfruttare al meglio le oscillazioni del cambio cogliendo l’occasione di realizzo anzitempo in caso di apprezzamento della corona norvegese nei confronti dell’euro o posticipandone l’uscita in caso contrario

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Argomenti: Mercati Emergenti, Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni bancarie, Obbligazioni High Yield, Bond in rand sudafricani

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