Banca Etruria: primi risarcimenti per i bond subordinati in default

Per il crac di Banca Marche, Popolare Etruria, Carife e Carichieti sono state presentate 800 domande di indennizzo

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Per il crac di Banca Marche, Popolare Etruria, Carife e Carichieti sono state presentate 800 domande di indennizzo

A distanza di quasi un anno dal crac di Banca Marche, Popolare Etruria e Lazio, Carichieti e Carife, i risparmiatori hanno cominciato a vedere i rimborsi dei bond finiti in default. Come noto, il governo nel dicembre 2015 il governo intervenne per “salvare” le quattro banche regionali commissariate alla vigilia dell’entrata in vigore della legge sul bail in bancario azzerando il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate e costituendo al contempo delle good banks nella quali far affluire gli attivi e le parti sane degli istituti di credito. Ne fecero le spese migliaia di risparmiatori che avevano sottoscritto, senza conoscerne il rischio, bond bancari subordinati spesso venduti e spacciati allo sportello come sicuri per un controvalore complessivo superiore a 300 milioni di euro. Da lì, lo scoppio dello scandalo che portò il governo al punto più basso dei consensi popolari e che costrinse l’esecutivo a introdurre una norma nella legge di stabilità (oggi legge di bilancio) che istituisse un fondo iniziale di 100 milioni di euro per salvaguardare gli interessi dei malcapitati.

Sono circa 800 le domande di indennizzo per i bond subordinati

Così, oggi sono partiti i primi rimborsi all’80% per i risparmiatori che hanno visto azzerate i loro bond subordinati con il salvataggio delle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. Il Fondo interbancario, che gestisce il processo, ha liquidato le prime 20 pratiche, “per la maggior parte – spiega Salvatore Paterna, vice direttore generale Fitd – si tratta di piccolissimi risparmiatori di Banca Etruria”, che partivano da un investimento medio iniziale non superiore a 20mila euro. Ma sul tavolo sarebbero già pronte per essere liquidate altre 180 domande. In tutto, però, sarebbero circa 800 le richieste di indennizzo arrivate finora al Fondo e la struttura dedicata sta lavorando a pieno ritmo, spiega sempre Paterna, per dare risposte nel più breve tempo possibile. Il fatto che finora si siano analizzate le richieste di piccoli obbligazionisti della vecchia Banca Etruria è dettato solo dal fatto che sono stati i primi a presentare istanza (attraverso studi legali) che è risultata completa e non ha avuto bisogno di interrompere o sospendere i termini per integrare la documentazione. «Il rimborso è stato per tutti di circa l’80%» secondo i criteri dettati dalla legge e calcolato da un algoritmo validato da una società esterna al Fitd: “per fare un esempio – dice Paterna – 5mila euro diventano 4mila”.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Banca delle Marche, Obbligazioni subordinate