Banca Carige: salvagente pubblico da 4 miliardi e bond garantiti dallo Stato

Banca Carige salvata dallo Stato attraverso garanzie fino a 3 miliardi su nuovi bond e 1 miliardo per aumento di capitale

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Banca Carige salvata dallo Stato attraverso garanzie fino a 3 miliardi su nuovi bond e 1 miliardo per aumento di capitale

Salvagente dello Stato da 4 miliardi per Banca Carige: tre miliardi per la garanzia sull’emissione dei nuovi bond, 1 miliardo per la ricapitalizzazione precauzionale. A fronte di questi interventi è stato creato un fondo ad hoc da 1,3 miliardi per i costi.

Lo scrive Il Messaggero riferendosi al decreto varato nella serata di lunedì 7 gennaio dal governo per salvare Banca Carige che ieri sera è stato firmato dal Capo dello stato, Sergio Mattarella. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze entro il 30 giugno 2019 potrà “concedere la garanzia dello Stato su passività di nuova emissione di Banca Carige nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un valore nominale di 3.000 milioni di euro”.

Ieri l’istituto avrebbe avviato la procedura per raccogliere da 700 milioni a 1 miliardo. Gli strumenti dovranno avere durata non inferiore a 2 mesi e fino a 5 anni o 7 per i covered bond; prevedere il rimborso del capitale in un’unica soluzione a scadenza; tasso fisso; denominazione in euro; non presentare clausole di subordinazione nel rimborso; non avere la caratteristica di titoli strutturati”. Naturalmente le garanzie sono limitate a quanto strettamente necessario per ripristinare la capacità di finanziamento a medio-lungo termine.

Carige emetterà fino a 3 miliardi di bond garantiti dallo Stato

Il decreto sottolinea che Carige è tenuta a svolgere la propria attività in modo da non abusare del sostegno ricevuto né conseguire indebiti vantaggi. La garanzia è onerosa e irrevocabile. E’ previsto un corrispettivo a favore dello Stato sulla base di modalità complicate di valutazioni del rischio: si aggira sul 2-3%. L’istituto deve presentare, entro 2 mesi dalla concessione della garanzia, un piano di ristrutturazione per confermare la redditività. Beneficiando del paracadute pubblico, la banca non può distribuire dividendi; effettuare pagamenti discrezionali su strumenti di capitale; riacquistare propri strumenti di capitale primario; acquisire nuove partecipazioni, fatte salve le acquisizioni compatibili con la normativa Ue in materia di aiuti di Stato, ivi comprese le acquisizioni per finalità di recupero dei crediti e di temporanea assistenza finanziaria a imprese in difficoltà.

Fondo statale da 1,3 miliardi per Carige

E’ previsto che entro 6 mesi il Mef possa rilasciare la garanzia statale per integrare il valore di realizzo del collaterale stanziato da Carige a garanzia di finanziamenti erogati dalla Banca d’Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità. Per quanto riguarda gli interventi di rafforzamento patrimoniale il Mef è autorizzato a sottoscrivere entro il 30 giugno 2019 fino a 1 miliardo di azioni Carige, sulla base di un programma sottoposto alla Bce indicante l’entità del fabbisogno con limiti definiti riguardo le modalità. Nello stato di previsione del Mef è istituito un Fondo con una dotazione di 1,3 miliardi per il 2019, destinato alla copertura degli oneri derivanti dalle operazioni di sottoscrizione e acquisto di azioni per il rafforzamento patrimoniale e garanzie concesse dallo Stato su passività di nuova emissione e sull’erogazione di liquidità di emergenza a favore di Carige.

Oggi è convocato un comitato di gestione informale dello Schema Volontario: i vertici illustreranno le richieste di modifica sul tasso del bond da 318,2 milioni (più 1,8 milioni di Banco Desio) e altri dettagli ricevuti dai commissari, ma le banche non sono disposte ad accogliere la richiesta.

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