Banca Carige: prima mossa commissari chiedere taglio interessi bond

Il fallimento dell'aumento di capitale ha fatto schizzare gli interessi del bond subordinato Carige al 16%

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Il fallimento dell'aumento di capitale ha fatto schizzare gli interessi del bond subordinato Carige al 16%

La priorità dei neo commissari di Carige, quando lunedì l’attività finanziaria riprenderà a pieno regime dopo la pausa per le festività, sarà di ottenere una riduzione degli interessi a valere sul bond da 320 mln di euro sottoscritto dallo Schema Volontario.

E’ quanto si è appeso da fonti vicine al dossier che sottolineano come la stabilizzazione della governance conseguente alla decadenza del Cda e alla successiva nomina dei tre commissari, possa ragionevolmente trovare una sua plastica rappresentazione nella riduzione del tasso dell’obbligazione, salito dal 13% al 16% in conseguenza della mancata approvazione dell’aumento di capitale da parte dell’assemblea della banca.

La conversione del bond subordinato

Al momento l’eventualità di una conversione, totale o parziale, dell’obbligazione in equity rimane un’ipotesi che si potrà verificare solo qualora il Cet1 della banca dovesse scendere sotto i minimi Bce. In quel caso tutta o parte dell’obbligazione potrebbe essere convertita in Common equity, configurando un anticipo in conto futuro aumento di capitale. La definizione degli obiettivi e del contenuto del piano industriale, cui, come è noto, l’azionista Malacalza Investimenti ha stottoposto l’ok alla ricapitalizzazione, non dovrebbero vedere la luce prima della fine del mese di febbraio. E questo potrebbe allungare l’incertezza riguardo le mosse del primo socio della banca genovese.

In una nota, la holding ha infatti ricordato di “avere espressamente manifestato anche successivamente alla data dell’assemblea – nell’ambito di interlocuzioni con i vertici della banca e in sedi istituzionali – la propria posizione favorevole all’approvazione della ricapitalizzazione a fronte di una naturale disponibilità del Cda a fornire a tutti gli azionisti i necessari elementi conoscitivi e valutativi – il riferimento è, tra l’altro, al piano industriale – utili per potersi consapevolmente esprimere, e potere assumere decisioni anche in ordine alla sottoscrizione“.

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