Banca Carige in difficoltà sull’emissione del bond subordinato

Secondo rumors, Carige avrebbe difficoltà ad emettere bond subordinati per 200 milioni. L'istituto ligure smentisce

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Secondo rumors, Carige avrebbe difficoltà ad emettere bond subordinati per 200 milioni. L'istituto ligure smentisce

Banca Carige avrebbe difficoltà a raccogliere i finanziatori istituzionali per coprire l’emissione del bond subordinato. Complice il peggioramento del clima finanziario generale e la situazione critica del comparto bancario italiano, Carige – secondo rumors di borsa – non riuscirebbe al momento a coprire la size delle obbligazioni che verrebbero emesse sul mercato mediante private palcement e ci sarebbe il rischio di uno slittamento o di una emissione in doppia tranche, una subito e una entro la prossima primavera per coprire il fabbisogno di capitale.

“Nessuno slittamento”, precisa Carige. La situazione dei mercati – dallo Spread sopra ai 300 punti base all’outlook “negativo” di S&P sul debito sovrano – non frena l’emissione del bond di Banca Carige. L’istituto, secondo quanto riferito da una fonte, dopo aver analizzato attentamente lo scenario prosegue nella messa a punto dell’emissione, a partire dalla definizione delle caratteristiche, delle modalità di copertura e dall’affinamento della taglia. La notizia non è scontata, soprattutto dopo il passo indietro sull’emissione avvenuto lo scorso marzo per assenza di “adeguate condizioni di mercato” (all’epoca la taglia era stimata intorno ai 300-350 mln).

Nonostante l’incertezza e la situazione dei mercati, oggi ancora più burrascosa di allora, la realtà ligure guidata dall’a.d. Fabio Innocenzi prosegue nel percorso di rafforzamento dei requisiti patrimoniali; le decisioni, volte al rispetto del Total capital ratio, verranno prese entro la data di approvazione dei risultato al 30 settembre prevista per il 12 novembre 2018. Anche la predisposizione del Capital Conservation Plan è confermata entro la data del 30 novembre. Si tratterebbe sempre di un bond subordinato intorno ai 200 milioni, che sarà emesso tra la seconda metà di novembre e l’inizio di dicembre. L’operazione, tornata di recente sotto la lente del consiglio di amministrazione, dovrebbe avvenire attraverso un private placement che si auspica coinvolga direttamente i principali azionisti della banca.

Oltre alla famiglia Malacalza (oggi attestata al 27,5% del capitale) bisognerà capire se anche gli altri soci come Raffaele Mincione (5,4%), Gabriele Volpi (9%) e Aldo Spinelli (0,65%), acquisteranno il bond. Il passaggio non è dei più scontati. Come anticipato da MF, reduci dalla dura dialettica degli ultimi mesi, i soci di Carige potrebbero infatti subordinare il proprio impegno finanziario alla condivisione di una strategia precisa con i vertici della banca. L’obiettivo principale resta ridurre l’onerosità dell’emissione che nell’attuale scenario di mercato rischia di richiedere un rendimento a doppia cifra. Basti pensare che l’ultimo subordinato emesso dal CreVal (emittente con un rating migliore rispetto a Carige) ha pagato un interesse dell’8,5%, mentre il junior di Mps lanciato a gennaio registra un rendimento del 17%. La banca rimane quindi al lavoro, insieme ai tecnici, per trovare la quadra su tutti questi punti.

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Argomenti: Banca Carige