Banca Carige: al via primi incontri con fondi per bond subordinato

Sarà di 300-350 milioni il nuovo bond subordinato Banca Carige riservato a investitori istituzionali. In corso incontri con istituzionali

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Sarà di 300-350 milioni il nuovo bond subordinato Banca Carige riservato a investitori istituzionali. In corso incontri con istituzionali

Prenderanno avvio questa settimana gli incontri informali con potenziali investitori istituzionali di Banca Carige interessati a sottoscrivere il bond subordinato da 300-350 milioni che l’istituto ligure vorrebbe lanciare nelle prossime settimane.

Dopo il passo indietro sull’emissione avvenuto lo scorso trimestre per assenza di “adeguate condizioni di mercato”, ora la banca ci riprova. I primi meeting sono ai nastri di partenza: la realtà guidata dall’a.d. Paolo Fiorentino sonderà l’interesse degli attuali azionisti e anche di potenziali nuovi investitori interessati, si tratterebbe al momento di una ventina di fondi italiani e internazionali e di qualche family office. Questa fase è focalizzata sul testare il polso e il sentiment del mercato dopo i conti del primo trimestre archiviato con un utile netto di 6,4 milioni di euro che si confronta con un risultato negativo per 41,1 milioni dell’analogo periodo dello scorso anno.

Già lo scorso marzo l’istituto ligure aveva coinvolto Credit Suisse, Deutsche Bank (entrambe già presenti nel consorzio di garanzia che ha condotto in porto di recente l’aumento di capitale) e altre due banche d’affari per collocare il prestito. Complice l’incertezza della tornata elettorale Carige aveva deciso di rinviare l’operazione. L’a.d. Paolo Fiorentino, nel corso dell’assemblea dei soci, aveva dato conto della “disponibilità del mercato a sottoscrivere il nostro debito per circa 100-150 mln di euro. Discutendo con i colleghi del Cda, non avendo nessuna pressione particolare di agenda, abbiamo ritenuto di aspettare condizioni più favorevoli di mercato“.

Archiviata la prima trimestrale in nero a distanza di cinque anni ora la banca guidata dall’a.d. Paolo Fiorentino ha tre priorità. Far crescere l’attività commerciale ordinaria a supporto di famiglie e pmi, emettere l’obbligazione che in un prospetto era stata definita importante per la continuità aziendale e definire una short-list rispetto alle 30 offerte non vincolanti arrivate in merito all’acquisizione di 500 milioni (valore di libro lordo) di crediti unlikely to pay, che nelle prossime settimane dovrebbero trasformarsi in offerte binding, cioè vincolanti.

Il bond, in ogni caso, è ormai in agenda. “Nelle prossime settimane riprenderemo in mano il file del lancio del bond subordinato in un’ottica opportunistica per valutare quali siano le condizioni di mercato adatte”, aveva anticipato detto Andrea Soro, cfo di Banca Carige, parlando in conference call con gli analisti in merito all’emissione subordinata rinviata dall’istituto ligure in concomitanza con la tornata elettorale. “Avevamo detto che avremmo considerato l’operazione in condizioni di mercato migliori. La trimestrale può essere considerata un momento di svolta rispetto alla conferma del turnaround in termini commerciali e reddituali di Banca Carige”. Un motivo in più “per riesaminare l’operazione“.

Il programma di funding della realtà della Lanterna per il 2018 oltre all’emissione del subordinato contempla quella di un bond senior che la banca vorrebbe portare sul mercato a cavallo dell’estate per 500 milioni. Infine Carige ha in programma il collocamento di covered bond da 500 milioni entro quest’anno.

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Argomenti: Banca Carige

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