Banca Carige: a cda 23/10 scelta advisor e bond

Pronto bond subordinato da 200 milioni per Banca Carige. Malacalza e investitori qualificati sottoscriveranno pro quota

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Pronto bond subordinato da 200 milioni per Banca Carige. Malacalza e investitori qualificati sottoscriveranno pro quota

Dovrebbe riunirsi martedì 23 ottobre il cda di Banca Carige con all’ordine del giorno la scelta dell’advisor per il piano di rafforzamento mediante l’emissione del bond da 200 milioni e la ricerca di un partner, come suggerito senza troppe alternative dalla Bce.

Lo scrive Il Messaggero spiegando che ieri mattina ci sarebbe stata una riunione straordinaria del cda per completare la discussione sugli argomenti rimasti inevasi nel board di giovedì 11, terminato oltre le 22h30, con la presa d’atto delle indicazioni impartite, il giorno prima, dalla Vigilanza europea, nel corso della missione a Francoforte del presidente Pietro Modiano e dell’ad Fabio Innocenzi: il piano sul capitale dovrà essere presentato entro il 30 novembre con l’elasticità concessa di emettere il bond entro il 31 dicembre a prescindere dalle condizioni dei mercati.

L’Authority, per evitare rinvii, ha richiesto l’assunzione delle garanzie da parte dei sottoscrittori, secondo modalità da definire. Quindi underwriting, accollo, pari passu. Sembra che da parte degli investitori istituzionali sarebbe stato manifestato interesse al top management, specie in rapporto con la remunerazione ipotizzata del bond: dovrebbe attestarsi attorno al 10%. Per individuare l’advisor, l’ad sta sondando alcune banche d’affari. La scelta potrebbe ricadere su Ubs, l’istituto che ha lasciato per assumere la guida della banca ligure ed è il consulente storico di Vittorio Malacalza.

Sul tavolo ci sono varie strutture dell’operazione, quella finale dipende dal via libera della Bce. Malacalza è pronto a coprire proquota l’eventuale inoptato. Anche Gabriele Volpi ha espresso disponibilità. Quanto a Raffaele Mincione, sarebbe sulla carta propenso, ma avrebbe fatto sapere al management di voler conoscere le condizioni e modalità dell’emissione. Sembra che la luna di miele con la maggioranza del cda, spiega il giornale, sarebbe già in fase calante e il finanziere che aveva votato il nuovo vertice “per spirito di coesione” si sarebbe smarcato su alcune decisioni. Il vero banco di prova dei rapporti interni sarà il partner e i tempi. Sulla carta restano Ubi e Banco Bpm che non ne vogliono sapere. Il vertice potrebbe allora chiedere tempo, ma Mincione potrebbe incalzare.

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Argomenti: Banca Carige