Bail in e banche in crisi: ora anche i bond senior sono a rischio

La Ue vuole includere nella categoria a rischio anche alcuni bond senior. Alla studio una nuova direttiva, ma le banche italiane sarebbero comunque al riparo

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La Ue vuole includere nella categoria a rischio anche alcuni bond senior. Alla studio una nuova direttiva, ma le banche italiane sarebbero comunque al riparo

Anche i bond senior delle banche potrebbero essere inclusi in un eventuale bail in bancario. Fino a ieri si pensava che questa categoria di titoli emessi dalle banche fossero immuni da eventuali operazioni di salvataggio delle banche, ma dal prossimo anno qualcosa potrebbe cambiare.

La Commissione Ue ha intenzione di proporre la creazione di una nuova classe di titoli, a metà strada tra bond subordinati e senior, che le banche dovranno accumulare per mettersi in linea con le normative collegate con il bail-in. Secondo le regole internazionali (Tlac, valide solo per i big globali) ed europee (Mrel) – scrive MF – gli istituti di credito devono dimostrare di avere sufficiente capacità di assorbire le perdite in caso di crisi e quindi di avere passività svalutabili per il bail-in. La proposta della Commissione sarà presentata oggi nell’ambito della revisione della direttiva Brrd sulle risoluzioni bancarie assieme alle nuove normative che modificano il regolamento Crr e la direttiva Crd4.

Banche: il cuscinetto dei bond subordinati non basta

Non è ancora ben chiaro fin dove ci si voglia spingere, ma una cosa è certa: il cuscinetto dei bond subordinati delle banche non basta più. Il caso nostrano di Banca delle Marche, Popolare Etruria, Carichieti e Carife ha messo in evidenza (senza applicare le regole sul bail in che peraltro non erano ancora state approvate) che, in caso di difficoltà di una banca, l’estrema ratio avrebbe coinvolto i debitori (azionisti) e la classe meno tutelata dei debitori (obbligazionisti subordinati), ma avrebbe tutelato i depositi e i portatori di obbligazioni senior. Con la riforma che la Ue si accinge ad approvare, però, anche i bond senior potrebbero venire coinvolti in un potenziale bail in. In che misura e in che modo è ancora tutto da vedere. Per ora si sa solo che – come ha detto il vice presidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis – sarebbero già pronte nuove regole europee per le banche che hanno obiettivo ridurre i rischi per facilitare il  negoziato sulla garanzia unica dei depositi.

Il caso dei bond senior Banca Mps

Sta di fatto che il monito lanciato poco tempo fa dal ad Morelli di Banca Mps sull’intenzione di coinvolgere nell’aumento di capitale fino a 5 miliardi anche gli obbligazionisti senior – tramite conversione volontaria in azioni alla stregua di quanto già in atto con i bond subordinati – è un primo segnale inquietante. Poi, nei fatti, nulla è stato annunciato e Mps ha promosso l’offerta di scambio solo sui bond subordinati, ma non è escluso – osservano gli analisti – che in un secondo momento, qualora l’aumento di capitale non riscontrasse il successo atteso, che anche i bond senior Mps possano essere interessati. Forse si attende appunto che la Ue approvi una normativa ad hoc che interessi più da vicino le banche di altri paesi messe peggio di quelle italiane, anche se, alla fine dei conti, sarà poi il singolo istituto di credito a valutare il da farsi.

Le nuove regole per le banche proposte dalla Ue

La Commissione Ue ha intenzione di proporre un coefficiente vincolante di leva finanziaria del 3% del capitale Tier1. In secondo luogo si vuole indurre le banche a finanziare le loro attività di lungo termine con fonti stabili di finanziamento. Poi è intenzione della Ue adottare nuovi requisiti per le banche più grandi, secondo le regole internazionali. In ultimo, si vuole allargare lo spettro di applicazione del cosiddetto fattore di supporto per le piccole e medie imprese, che riduce gli accantonamenti delle banche quando queste prestano alle aziende più piccole. Dombrovskis ha quindi sottolineato come con questo provvedimento “vogliamo ridurre i rischi nei bilanci bancari, tenendo conto sia della diversità del panorama creditizio europeo sia del lavoro svolto finora con l’obiettivo di aiutare l’economia, ma ottenendo risultati anche sul fronte prudenziale”. “Credo sia un pacchetto legislativo equilibrato. Nel suo complesso -ha ribadito il vice presidente della Commissione Ue- lo definirei un pacchetto che deve servire a ridurre i rischi nei bilanci bancari”.

I bond senior delle banche italiane sono al sicuro

Per quanto riguarda l’Italia nello specifico, una società di consulenza – scriveva Il Sole 24 Ore – aveva sviluppato una simulazione completa sui bilanci di tutte le banche italiane a inizio 2016, Bcc comprese. Ebbene: l’esito di questa proiezione è abbastanza che confortante. Il primo dato che emerge dalle simulazioni di una maxi-svalutazione (e del conseguente potenziale bail-in) è che nessun conto corrente, in nessun caso, anche sopra i 100mila euro, verrebbe toccato. Il secondo punto è che anche le obbligazioni bancarie senior, che in buona parte sono nelle tasche di molte famiglie italiane, non rischiano sostanzialmente nulla. La terza conseguenza è che l’impatto sul capitale degli istituti sarebbe sì rilevante, visto che la svalutazione lorda dei crediti ammonterebbe a poco più di 35 miliardi per l’intero sistema. Ma il fabbisogno di capitale che si verrebbe a creare (14 miliardi di euro) sarebbe gestibile con perdite per azionisti e una conversione parziale (ma non una svalutazione) solo delle obbligazioni più rischiose, ovvero gli Additional tier 1 e i bond subordinati.

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Argomenti: Banca MPS, Obbligazioni subordinate

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