Aste titoli di stato: tassi stabili per i BTP ma rating in pericolo se cade il governo

Collocati 6 miliardi di titoli a 5 e 10 anni con rendimenti invariati nonostante le tensioni sullo spread. La politica tiene sulle corde gli investitori e le agenzie di rating sono pronte a declassare l’Italia in caso di caduta dell’esecutivo

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Con la vendita di BTP a 5 e 10 anni si è chiuso oggi il trittico di aste di fine settembre. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato 6 miliardi di euro in BTP con scadenze medio lunghe senza particolari difficoltà, nonostante lo spread btp bund sia tornato ad allargarsi sopra i 260 punti e permanga l’incertezza del quadro politico che potrebbe presto condurre a una crisi di governo. Le agenzie di rating sono in preallarme, tanto che Moody’s non si aspetta un ritorno a una crescita sui livelli pre-crisi prima del 2016-2017 per il nostro paese, in perfetta coerenza con la decisione dei suoi analisti di mantenere la prospettiva “negativa” sul rating assegnato (Baa2). Di fatto l’outlook negativo preclude ogni prospettiva di rialzo della qualità del credito. Il “progresso significativo” fatto nell’affrontare i problemi del paese – osservano gli analisti – è stato necessario ma insufficiente per una ripresa della crescita sostenibile e, in definitiva, per un ritorno alla normalità nei mercati finanziari e del debito sovrano. Con le aste di oggi, l’Italia ha completato circa il 75% del funding totale previsto per il 2013, quindi oltre i due terzi del budget, ma mancano ancora all’appello più di 100 miliardi di euro di titoli di stato da rinnovare entro l’anno. Fra le varie emissioni il Ministero del Tesoro pensa di effettuare anche un collocamento a 7 anni e un’altra assegnazione di BTP Italia in autunno.

 

Aste Btp 3,50% 2018 e Btp 4,50% 2024 in dettaglio

 

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Entrando nel merito delle aste odierne, sono stati assegnati dal Tesoro 3 miliardi di euro, in terza tranche, di Btp 3.50% 1 dicembre 2018 (Isin IT0004957574) con un rendimento finale lordo pari a 3,38%, invariato rispetto alla precedente asta, e comunque sui minimi di periodo. Venduti anche 3 miliardi di euro di Btp, in quinta tranche, con cedola fissa del 4,50% e scadenza 1 marzo 2024 (Isin IT0004953417) con un tasso che si è attestato al 4,50%, anch’esso pressoché invariato rispetto alla precedente asta (4,46%).

La domanda è stata buona, con un bid to cover medio del 1,40%, ma non entusiasmante, anche perché gli investitori sono adesso in attesa di conoscere l’evolversi delle vicende politiche romane. Tuttavia, per quanto riguarda i rendimenti specifici di oggi, a influire sui tassi nella parte lunga della curva è stata la percezione del mercato sul buon esito dell’asta Bot a sei mesi di ieri andata a buon fine. A onor del vero – osserva un trader – anche gli altri mercati obbligazionari non-core hanno subìto un allargamento degli spread, un po’ per prese di beneficio, un po’ per l’evidenza di dati macro non brillanti, ma, certo, l’Italia ha sofferto di più. In effetti gli ultimi dati macro, Ifo incluso, sono stati un po’ più soft delle attese – dice un analista – ma l’Italia ha perso terreno più degli altri, anche rispetto alla Spagna. [fumettoforumleft]Il mercato aveva corso parecchio nelle ultime sedute e quindi un po’ di prese di beneficio sono fisiologiche. Sull’Italia il peso è un po’ più consistente per via del quadro politico incerto, ma conforta il fatto che il tratto 2-10 anni continua ad irripidirsi, segno che non c’è grande preoccupazione per il paese, che sarebbe manifestata da vendite della parte a breve.

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