Aste bond: salgono ancora i prezzi dei BTP. Il nuovo triennale rende l’1%

Rendimenti in calo per i BTP offerti dal Tesoro. Gli investitori si stanno spostando sulle scadenze medie e lunghe che offrono ancora tassi accettabili. Spread sotto i 150 punti base

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Rendimenti in calo per i BTP offerti dal Tesoro. Gli investitori si stanno spostando sulle scadenze medie e lunghe che offrono ancora tassi accettabili. Spread sotto i 150 punti base

Dopo il collocamento in asta dei BOT ieri, il Tesoro ha venduto oggi 6,25 miliardi di euro di BTP. La leggera risalita dei rendimenti dei BOT, hanno evidenziato come la domanda di titoli di stato da parte degli investitori si stia posizionando sulla parte media e lunga della curva, dove i rendimenti sono ancora appetibili. Ne è testimonianza lo spread fra BTP e Bund decennali, sceso sotto i 150 punti base infondendo fra gli investitori una maggiore dose di ottimismo anche verso la carta italiana. La buona domanda degli investitori istituzionali ed esteri permette infatti allo Stato di rifinanziare il debito a tassi decisamente migliori rispetto solo ad alcuni mesi fa. Così il tasso sul Btp a 10 anni si attesta ora sotto il 3% e viaggia verso nuovi minimi confermando l’interesse per gli investitori verso le scadenze lunghe. Ma di spazio per crescere ancora ce n’è – osservano gli analisti – dato che la BCE ha intenzione di abbassare ulteriormente il costo del denaro in Europa portando addirittura i tassi sui depositi in negativo.

 

Aste BTP a tre, sette e venti anni, rendimenti ancora in calo

 

asta titoli stato

In asta sono stati assegnati 4 miliardi di euro di nuovi BTP 1,15% con scadenza 15 maggio 2017. Il rendimento è stato calcolato in 1,07% (le previsioni erano per 1,14%), su una scadenza di 3 anni, ai minimi dall’introduzione dell’euro. Venduti anche 2,25 miliardi di BTP 3,75% Maggio 2021 in decima tranche (Isin IT0004966401) per un rendimento finale lordo pari a 2,29% (da 2,44%). Mentre, sulla parte lunga della curva, sono stati assegnati BTP in tredicesima tranche con scadenza agosto 2034 e cedola fissa semestrale del 5% (Isin IT0003535157) per 392 milioni di euro. Il tasso d’interesse lordo finale è stato determinato in 3,92%, in calo rispetto al 4,45% dell’ultima emissione. Venduti, infine, anche 608 milioni di BTP ultra trentennali in 24esima tranche, con scadenza 1 febbraio 2037 e cedola del 4% (Isin IT0003934657) che hanno offerto un rendimento del 3,68% (dal 4,01% del precedente collocamento). Complessivamente la domanda è stata buona – commenta un trader – il quale aggiunge che “finché i paesi core europei (Francia e Germania) offriranno rendimenti più bassi di quelli italiani e spagnoli, gli investitori continueranno a sottoscrivere le emissioni periferiche, ritenute meno insicure due anni fa.

 

BCE pronta a tutto per far ripartire l’economia

 

[fumettoforumleft]Dal punto di vista finanziario generale, le banche centrali sembrano disposte a tutto pur di sostenere la ripresa economica globale. La crisi dura ormai da troppi anni e il crac di Lehman Brotrhers sembra ormai un ricordo lontano, ma gli effetti si percepiscono ancora oggi sui mercati. I toni accomodanti delle minute della Fed la scorsa settimana hanno determinato una correzione del ‘repricing’ che si era visto precedentemente sui titoli di stato ‘core’. Quindi Treasuries e Bund hanno ripreso tono e a traino sono andati anche i periferici” osservano gli analisti di ING -. I verbali dell’ultima riunione del Fomc indicano che l’istituto centrale Usa non ha fretta di ridurre lo stimolo monetario, spingendosi fino a cancellarlo prima che l’economia sia pronta, come temuto da parte del mercato. Per quanto riguarda la BCE, invece, le attese sono per un taglio del costo del denaro a 0,125% entro giugno e il lancio di un “quantitative easing” sulla scorta di quanto avvenuto negli USA se l’economia europea dovesse continuare ad arrancare. Si tratta di misure non convenzionali alle quali il presidente della BCE Mario Draghi ha fatto riferimento nell’ultima riunione dell’esecutivo onde evitare la stagnazione dei prezzi e della domanda.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, Btp