Aste bond: collocati Btp 2022, Btp 2027 e CCTeu 2025, rendimenti in calo

Tassi in calo per i Btp a 5 e 10 anni (IT0005277444, IT0005274805) . In discesa anche i CCTeu a 7 anni (IT0005311508). Tutti i dettagli dell’asta del 30 ottobre 2017

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Tassi in calo per i Btp a 5 e 10 anni (IT0005277444, IT0005274805) . In discesa anche i CCTeu a 7 anni (IT0005311508). Tutti i dettagli dell’asta del 30 ottobre 2017

Tornano a scendere i rendimenti dei Btp a media e lunga scadenza. Dopo  il collocamento di Bot e CTZ, con rendimenti che hanno toccato nuovi record negativi, prosegue la tendenza degli investitori a comprare titoli di stato europei, soprattutto dopo la conferma da parte della BCE che i tassi non risaliranno a breve e che il programma di quantitative easing proseguirà fino alla fine del 2018.

La riduzione del 50% del ritmo di acquisti di bond da parte della Banca Centrale non ha frenato la corsa degli investitori istituzionali verso Bot e Btp anche in considerazione che la ripresa economica non si è ancora consolidata e l’inflazione fatica a risalire.

 

Asta Bond: collocati Btp 2022, Btp 2027 e CCTeu 2025

 

Nel dettaglio, il Tesoro ha collocato BTP con scadenza nel agosto 2022 (isin IT0005277444) per 2,500 miliardi di euro. Il rendimento si è attestato allo 0,58% in calo di 25 punti base dall’asta di fine settembre e bid to cover pari a 1,53. Sono stati inoltre assegnati 2,500 miliardi di euro in BTP agosto 2027 (isin IT0005274805). Il rendimento medio si è attestato al 1,86%, in calo di 33 punti base dall’asta precedente. La domanda ha superato l’offerta di 1,43 volte. Infine sono stati collocati CCTeu 2025 per 3,500 miliardi di euro (isin IT0005311508) contro richieste pari a 5,477 miliardi. Il rendimento medio è sceso al 0,60% dal 0,75% dell’asta precedente. Il Bid to cover è risultato pari a 1,56.

 

Le aste di Btp sono andate “molto bene” con i rendimenti che sono scesi “in maniera netta”. Lo afferma Alfonso Maglio, responsabile dell’Ufficio Studi di Marzotto Sim, puntualizzando che l’ottima emissione è dovuta non solo all’upgrade di Standard & Poor’s sul rating dell’Italia, me anche “al commento da colomba del presidente della Bce, Mario Draghi” che ha sì tagliato il QE ma che si è detto pronto ad incrementarlo nuovamente se necessario. L’esperto fa notare che dopo le parole del numero uno dell’Istituto di Francoforte e l’upgrade di S&P anche sul secondario i rendimenti dei Btp sono scesi in maniera significativa dal 2,05% all’attuale 1,9%.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Btp

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.