Astaldi-Salini: avanza ipotesi costruzioni in una newco

Mentre Astaldi e Salini pensano a uno spezzatino, gli obbligazionisti si stanno organizzando in comitato per difendere i loro investimenti

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Mentre Astaldi e Salini pensano a uno spezzatino, gli obbligazionisti si stanno organizzando in comitato per difendere i loro investimenti

Primo vertice tra Astaldi e Salini Impregilo per verificare il percorso di una possibile alleanza, subordinata a una serie di condizioni, la principale delle quali è l’approvazione da parte del tribunale del piano di concordato con riserva.

Nei giorni scorsi, scrive il Messaggero citando fonti bancarie, si sono incontrati Enrico Laghi e Franco Gianni, i due consulenti di Astaldi e Massimo Ferrari, general manager finance & corporate di Salini. Al centro del colloquio, le valutazioni sulle modalità di salvataggio: l’idea su cui le parti stanno facendo approfondimenti sarebbe di fare un carve out, cioè tirare fuori dall’attuale perimetro del gruppo romano in dissesto buona parte degli asset di costruzione, che sono quelli su cui Salini ha più appetibilità. Tra le condizioni poste da Salini ci sarebbe la compatibilità finanziaria con il piano industriale del gruppo che punta a un’espansione internazionale. Così, anche se la trattativa non è in fase avanzata, Salini, che esclude le concessioni, vuole esaminare il ramo delle costruzioni all’estero che rappresenta poco meno del 30% del portafoglio in essere, mentre del 22% di contratti in Italia potrebbero interessarne pochissimi.

Salini, spiega il quotidiano, potrebbe costituire una newco capitalizzata in funzione delle necessità per avere la maggioranza: gli advisor starebbero sondando le principali banche per verificare la disponibilità a convertire parte dei crediti in capitale in aumento di capitale; sembra che da parte di qualche istituto ci sia interesse. La newco di Salini deve conciliarsi con le due newco contemplate nel piano concordatario approvato li 27 settembre dal Cda di Astaldi: in Astaldi Enterprise finiranno le concessioni internazionali svolte in joint venture, e in Astaldi Infrastructure quelle italiane. Gli approfondimenti serviranno a tarare i fabbisogni necessari per far progredire l’operazione.

 

Comitato obbligazionisti Astaldi: raggiunta quota 12% del debito obbligazionario

 

Nel frattempo gli obbligazionisti retail si stanno organizzando in un comitato per fronteggiare qualsiasi tentativo velleitario di Astaldi di tagliare il valore nominale dei bond nell’ambito del processo di ristrutturazione del debito che verrà concluso in concordato preventivo. Fra i punti cardine – sottolinea il rappresentante dei bondholders – vi sarebbe la secca opposizione dei creditori a partecipare all’aumento di capitale accettando la conversione di parte dei bond in azioni. Siamo disposti a negoziare un allungamento delle scadenze e/o anche alla conversione di parte delle obbligazioni in titoli ibridi o convertibili, anche a lunga scadenza, ma non ad accettare equity in cambio di bond per fare un favore alle banche creditrici o agli azionisti di maggioranza. A oggi siamo arrivati a raccogliere i nominativi di obbligazionisti Astaldi 7,125% 2020 e Astaldi 4,875% 2024 per un numero vicino al 12% del debito obbligazionario totale, ma contiamo di arrivare al 20%. Abbiamo costituito un comitato di rappresentanza con l’obiettivo di sederci al tavolo delle trattative quando sarà il momento e avanzare le nostre proposte a difesa dei nostri diritti – conclude il rappresentante dei bondholders Astaldi. Per aderire al comitato è sufficiente mandare una mail a [email protected] chiedendo di prendervi parte. L’adesione è completamente gratuita e permette di rimanere costantemente aggiornati sull’evoluzione della procedura concorsuale di Astaldi.

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Argomenti: Obbligazioni Astaldi