Astaldi nel burrone, adesso rischiano anche i bond?

Le azioni hanno perso il 65% in poche sedute, mentre il bond high yield 2020 rende il 25%. Occasione d’acquisto o rischio troppo elevato?

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Le azioni hanno perso il 65% in poche sedute, mentre il bond high yield 2020 rende il 25%. Occasione d’acquisto o rischio troppo elevato?

Da 6 euro a poco più di 2. In poche sedute Astaldi ha bruciato i due terzi della capitalizzazione di borsa con un tonfo del 65% a Piazza Affari. A rimorchio si sono mossi anche i bond senior 7,125% 2020 (Isin XS1000393899) che su EuroTLX sono scivolati a quota 64 perdendo il 37% in una settimana per un rendimento a scadenza che vale circa il 25%. Cosa sta succedendo?

L’allarme è scattato in concomitanza con la presentazione dei conti trimestrali la scorsa settimana, risultati più deboli del previsto, ma soprattutto con l’annuncio di un robusto piano di rafforzamento patrimoniale per circa 400 milioni di euro. Nei primi nove mesi del 2017 il fatturato è sceso del 9% a 685 milioni, mentre l’ebit reported è stato negativo per 155 milioni a causa di 230 milioni di svalutazioni dell’esposizione in Venezuela e quello adjusted di 75. La posizione finanziaria netta è negativa per 1.392 milioni, peggio dei 1.203 attesi, a causa di alcuni ritardi sugli incassi di anticipi e per lavori in corso (in particolare in Romania e Algeria).

 

Bond Astaldi 7,125% 2020 rende il 25% a scadenza

 

Astaldi ha quindi allo studio un piano di rafforzamento patrimoniale che prevede: un aumento di capitale da 200 milioni di euro che sarà lanciato dopo la pubblicazione dei conti del quarto trimestre 2017; un’emissione di strumenti ibridi equity/debito per circa 200 milioni euro; il rifinanziamento delle linee di credito in scadenza nel 2018/2019 e dei bond in scadenza nel 2020. Non è chiaro – dicono gli analisti – cosa si intenda per “rifinanziamento” del bond 2020, ma sembra che il mercato cominci a scontare una qualche forma di coinvolgimento degli obbligazionisti al piano di rafforzamento patrimoniale. Secondo alcuni analisti, il tonfo dei prezzi dei giorni scorsi è dettato più che altro dal timore generalizzato che i bond possano essere tagliati arbitrariamente dagli emittenti. I numerosi casi di bond subordinati bancari finiti in disgrazia quest’anno, che nulla hanno a che vedere con strumenti di debito senior, hanno purtroppo infuso nei risparmiatori paure eccessive sugli strumenti di debito in genere. Per giunta Astaldi non è insolvente e quasi sicuramente staccherà la cedola sul bond 2020 prevista per il 1 dicembre. La società – recita una nota del gruppo – ha poi già ottenuto una nuova committed credit facility da 120 milioni. Nel primo semestre del 2018 sarà quindi ceduto il Terzo Ponte sul Bosforo (170 milioni equity + 180 milioni semi equity).

Dalla conference call è emerso che la famiglia Astaldi parteciperà all’aumento di capitale pro quota; l’aumento sarà assistito da un consorzio di garanzia (non ancora costituito); tutti i dettagli del piano di rafforzamento sono in fase di negoziazione con le banche; l’esposizione residua al Venezuela non include interessi di mora per ritardo nei pagamenti; il processo di dismissione delle concessioni procede come previsto. Di negativo c’è che la diluizione legata al programma di rafforzamento sarà molto alta, il che spiega il crollo delle azioni in borsa. Si pensa inoltre che il principale problema di Astaldi sia la tempistica e il prezzo di vendita degli asset in Turchia per i quali non c’è una tempistica certa.

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Argomenti: Obbligazioni Astaldi