Astaldi: le banche chiedono maggiori garanzie su aumento di capitale

Si complica l’aumento di capitale di Astaldi a causa della crisi turca. Azioni al minimo storico e bond al 32% di rendimento

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Si complica l’aumento di capitale di Astaldi a causa della crisi turca. Azioni al minimo storico e bond al 32% di rendimento

Tempi più lunghi per l’aumento di capitale di Astaldi. Alla vigilia della pubblicazione dei conti semestrali 2018, rinviata ad inizio mese di 30 giorni per consentire ad Astaldi di definire i dettagli dell’operazione di rafforzamento patrimoniale da presentare al mercato, trapelano ora indiscrezioni circa ulteriori difficoltà del general contractor italiano a mettere in sicurezza i conti.

Complice la recente crisi della Turchia, dopo le pesanti svalutazioni dei crediti in Venezuela, l’aumento di capitale di Astaldi da 300 milioni di euro, già approvato dall’assemblea, potrebbe slittare. Astaldi vorrebbe effettuarlo il prossimo autunno per tranquillizzare le banche finanziatrici, ma il ritardo nell’arrivo dell’offerta vincolante per la concessione sul ponte del Bosforo (condizione per la quale il gruppo nipponico IHI, già partner di Astaldi per alcune commesse, sottoscriverebbe il 18% delle azioni mettendoci circa 110 milioni di euro), sta subendo dei ritardi. In particolare – riporta il quotidiano Il Messaggero – la formalizzazione dell’offerta di circa 350 milioni di euro del consorzio guidato dal gruppo cinese China Merchant Group per rilevare la concessione non sarebbe ancora stata formalizzata.

A tal proposito, sempre secondo quanto riportato da Il Messaggero, le banche creditrici di Astaldi avrebbero chiesto che il piano di rafforzamento di capitale, a questo punto, sia confezionato  sotto l’art. 67 della legge fallimentare in modo da ottenere maggiori garanzie sull’azienda in caso di insolvenza. Una semplice precauzione – commentano gli analisti – anche per spronare l’acquirente della concessione a stringere i tempi per formalizzare l’offerta. Ma tanto è bastato, nell’incertezza generale, per gettare altra benzina sul fuoco e far scappare gli investitori (o far fare quattrini agli speculatori) alla vigilia della presentazione dei conti del primo semestre.

In borsa le azioni del titolo Astaldi perdono oltre il 5% a quota 1,55 euro e sono al minimo storico toccato nel dicembre 2003, mentre il bond high yield da 750 milioni di euro in scadenza nel 2020 tratta indicativamente a 61% del valore nominale per un rendimento che sfiora il 32%. Il timore principale degli investitori è che, qualora Astaldi non riuscisse a concludere positivamente l’aumento di capitale (entro il 2019), i creditori possano essere chiamati a contribuire in tutto o in parte al salvataggio del gruppo. E il tempo stringe. Fra meno di un anno, infatti, scadranno linee di credito bancarie per circa 350 milioni di euro che le banche italiane non intendono rinnovare in mancanza di un rafforzamento patrimoniale che passi anche attraverso la cessione di assets, fra cui appunto la concessione del ponte sul Bosforo, diventata centrale e finanziariamente strategica.

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Argomenti: Obbligazioni Astaldi