Astaldi: l’aumento di capitale può attendere. Bond HY rendono il 16%

Le difficoltà nel reperire risorse fresche comprimono i prezzi dei bond Astaldi 7,125% 2020. L’ipotesi della tender offer

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Le difficoltà nel reperire risorse fresche comprimono i prezzi dei bond Astaldi 7,125% 2020. L’ipotesi della tender offer

La ricapitalizzazione da 400 milioni di Astaldi “partirà entro l’anno, sarà un’operazione di mercato e quando la presenteremo lo vedrete“. Cosi’ Paolo Astaldi, presidente dell’omonimo gruppo interpellato sull’operazione che prevede un aumento cash da 200 milioni e l’emissione di strumenti partecipativi per altri 200 milioni. Su questi ultimi “le valutazioni sono ancora in corso” per la loro definizione spiega Astaldi interpellato a margine dei lavori di Assonime. Astaldi in questa fase sta scontando un sentiment negativo del mercato che coinvolge tutti i general contractor italiani. Una situazione dovuta anche alla mancanza di investimenti pubblici nel settore delle grandi opere. Mercato italiano che però assorbe solo il 15% del fatturato Astaldi.

 

Le obbligazioni high yield Astaldi 7,125% 2020 da 750 milioni (rating CCC+ per S&P) quotate su Borsa Italiana ed EuroTLX rendono oggi circa il 16% a scadenza e prezzano intorno al 80% del valore nominale. Per gli analisti, il rendimento a due anni dalla scadenza rende ancora incerta l’esecuzione dell’aumento di capitale. Pare che la società faccia fatica a reperire le risorse necessarie per puntellare il bilancio, gravato da un debito che ha raggiunto quota 1,6 miliardi di euro e da pesanti svalutazioni a causa della crisi venezuelana che hanno impattato negativamente sul risultato netto dei primi nove mesi del 2017. Indiscrezioni, che trapelano anche dalle recenti dichiarazioni della famiglia Astaldi, confermerebbero che l’operazione di rafforzamento patrimoniale è ancora allo stato embrionale e che vi sarebbero difficoltà a rifinanziare il debito in scadenza a fine 2020. Anche perchè – come riporta Il Messaggero – l’aumento di capitale potrebbe scendere a 300 milioni (dai 400 previsti fra equity e nuovi bond), forse in virtù del resoconto dell’esercizio finanziario 2017 che sarà presentato ai primi di marzo. Il piano industriale 2017-2021 prevede infatti un allungamento del debito nel tempo e probabilmente – dicono gli esperti – gli investitori istituzionali che potrebbero affiancare la famiglia Astaldi nella ricapitalizzazione dell’azienda sarebbero disposti a metterci i quattrini solo con la garanzia che il debito non soffochi poi il flusso di dividendi che Astaldi dovrà garantire loro in futuro.

 

Lo scoglio è quindi rappresentato dal bond senior high yield, giacchè quello convertibile da 140 milioni con cedola 4,875% scade più in là, nel 2024. Posto, quindi, che il rifinanziamento è troppo oneroso alle attuali condizioni di mercato e che vi sono difficoltà a reperire soldi freschi per la ricapitalizzazione di Astaldi, non sarebbe da escludere – secondo rumors di borsa – il lancio di una tender offer amichevole sul bond Astaldi 7,125% 2020 in cambio di nuovi titoli garantiti con scadenza a cinque anni in maniera tale da sgravare l’azienda dal rimborso dei 750 milioni fra meno di due anni rendendo più digeribile l’aumento di capitale entro l’anno. Del resto, il mercato dei capitali ultimamente si sta muovendo in questa direzione, laddove le aziende corporate trovano difficoltà a rifinanziarsi: emettere nuovi titoli di debito mettendo a garanzia gli asstes e/o le azioni, pur di reperire i capitali necessari ad andare avanti.

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Argomenti: Obbligazioni Astaldi