Astaldi: c’è piano B con spezzatino

Le concessioni di Astaldi potrebbero andare a soddisfare i creditori, mentre il portafoglio ordini finirebbe in pancia a Salini

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Le concessioni di Astaldi potrebbero andare a soddisfare i creditori, mentre il portafoglio ordini finirebbe in pancia a Salini

Corsa contro il tempo per la ristrutturazione di Astaldi nell’ambito della procedura di concordato in continuità aziendale approvata dal Tribunale di Roma a ottobre. L’ipotesi cui lavorano gli advisor della società punta a iniettare risorse fresche nel capitale attraverso l’ingresso di un nuovo socio, magari un fondo; nelle settimane scorse il gruppo ha sondato diversi alternative lenders (tra cui Elliott, Apollo e Tpg) per ottenere supporto.

Lo scrive il “Sole 24 Ore” precisando che starebbe però prendendo forma una seconda ipotesi, che avrebbe il favore di una parte dei creditori: lo spacchettamento in due di Astaldi, mettendo da una parte tutte le commesse e dall’altra le concessioni. Passo successivo sarebbe la cessione dell’intero portafoglio ordini della compagnia a un operatore terzo; le concessioni verrebbero mantenute per essere poi liquidate nel tempo.

In questo senso, va ricordato che recentemente Salini Impregilo ha presentato ad Astaldi e ai Commissari nominati dal Tribunale una manifestazione di interesse preliminare e non vincolante per l’attività costruzioni della società romana. Diversamente non si sarebbe detta interessata alle concessioni. In proposito, gli asset chiave sono il Terzo Ponte sul Bosforo, per il quale da tempo è aperta una procedura di vendita e Goi Motorway, autostrada che, come redta il piano precedente, era destinata a finire sul mercato nel 2019. Per le due partecipazioni in passato era stato stimato un incasso potenziale superiore ai 700 milioni di euro. Non va dimenticato che la compagnia ha un bond proprio da 700 milioni con scadenza al 2020.

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Argomenti: Obbligazioni Astaldi