Astaldi: anche Fitch taglia il rating, bond e azioni di nuovo a picco

I continui ritardi nella vendita degli asstes e il rinvio della pubblicazione dei dati semestrali alimentano l'incertezza e il rischio default di Astaldi

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I continui ritardi nella vendita degli asstes e il rinvio della pubblicazione dei dati semestrali alimentano l'incertezza e il rischio default di Astaldi

Anche Fitch, dopo Standard & Poor’s, taglia il rating di Astaldi. L’agenzia americana ha modificato l’Issuer Default Rating (IDR) di Astaldi S.p.A. a ‘CCC-’ da ‘B’, portando l’outook da ‘Negative’ a “Rating Watch Evolving”. La decisione di Fitch riflette l’ulteriore posticipo da parte di Astaldi della vendita degli asset relativi alla Concessione del Terzo Ponte sul Bosforo in Turchia, che mette in discussione i tempi del proposto aumento di capitale.

Il “Rating Watch Evolving” si basa sul rischio di liquidità che, secondo Fitch, rimane la principale preoccupazione a breve termine, se la prevista dismissione e il conseguente aumento di capitale non si dovessero concretizzare: nel caso in cui la Società non dovesse essere in grado di rifinanziare le sue scadenze con il sistema bancario, i rating potrebbero essere ulteriormente abbassati; nel caso in cui la Società avesse successo nel vendere la propria partecipazione nel Terzo Ponte sul Bosforo e, successivamente, nell’aumento di capitale, migliorando sostanzialmente la liquidità, è probabile che si verifichi un’azione di rating positiva.

In borsa, le azioni sono al minimo storico a 1,23 euro, mentre il bond high yield da 750 milioni prezza indicativamente 46% sulla piattaforma TLX scontando ampie probabilità di default sul pagamento degli interessi a dicembre. Più giù il bond convertibile 2024 da 140 milioni che viene scambiato a 37-38. Il rischio, secondo gli analisti, è che l’aumento di capitale possa non aver successo, dopo il rinvio della pubblicazione dei dati semestrali per ben due volte, e che Astaldi debba ricorrere a misure concorsuali per ristrutturare il proprio debito. Il settore delle costruzioni, come noto, non si è più ripreso dallo scoppio della crisi 10 anni fa e  migliaia di piccole e grandi aziende edili sono fallite e centinaia di migliaia di posti di lavoro sono stati bruciati. Una crisi che non ha risparmiato nemmeno i grandi players internazionali: sono infatti falliti o andati in default: l’austriaca Alpine, la britannica Carillon, la spagnola Abengoa e Isolux Corsan, ma anche l’italiana Condotte s.p.a. che ha portato quest’anno i libri in tribunale. Insomma, anche per Astaldi sarà dura venirne fuori.

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Argomenti: Obbligazioni Astaldi