Astaldi alla resa dei conti. Prestito ponte in arrivo?

Le difficoltà a realizzare l’aumento di capitale costringerebbe Astaldi a ricorrere a un prestito super garantito

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Le difficoltà a realizzare l’aumento di capitale costringerebbe Astaldi a ricorrere a un prestito super garantito

Venerdì a mercati chiusi, saranno resi noti i risultati del primo semestre 2018, ma quello che più conta, sarà portato a conoscenza del mercato il destino della seconda più grande azienda italiana di costruzioni alle prese con un urgente fabbisogno di liquidità, un aumento di capitale da 300 milioni di difficile attuazione e un debito netto che al 31 marzo scorso aveva superato la soglia di 1,6 miliardi di euro.

A pesare sui conti di Astaldi, come noto, sono state le svalutazioni degli assets in Venezuela per 230 milioni di euro e il ritardo nella vendita della concessione del terzo ponte sul Bosforo per un ammontare di almeno 185 milioni di euro a causa della crisi finanziaria scoppiata ad agosto in Turchia. Quest’ultima operazione rappresenta l’architrave su sui si regge tutta l’impalcatura del piano industriale 2018-2022 da 2 miliardi di euro che contempla, in particolare, un aumento di capitale da 300 milioni di euro da esercitarsi entro il 2019 con l’ingresso dei nuovi soci giapponesi di IHI Corporation.

Secondo gli analisti di Mediobanca, il problema finanziario maggiore sarebbe rappresentato dalle linee di credito bancarie che inizieranno a scadere ad aprile del 2019 e per le quali le banche italiane finanziatrici non sono più disposte a rinnovarle se non dietro maggiori garanzie o con un rafforzamento patrimoniale anticipato che copra le svalutazioni a bilancio di Astaldi. Benchè la famiglia azionista di maggioranza abbia detto di voler fare la sua parte, così come i giapponesi di IHI sarebbero disposti a diventare azionisti col 18% di capitale, il consorzio bancario di garanzia rischia di saltare per via dei ritardi nella vendita del ponte sul Bosforo.

Da qui la presa di tempo nella pubblicazione dei dati semestrali e l’elaborazione di un piano B, alternativo all’aumento di capitale, che vedrebbe – secondo le ultime indiscrezioni di mercato – un intervento da parte di alcune banche internazionali per l’emissione di un prestito super garantito da 250-300 milioni di euro fino a quando sarà completato l’aumento di capitale. Il rumor ha fatto impennare le azioni e le obbligazioni convertibili e high yield quotate alla borsa di Milano allontanandole dai minimi storici. A garanzia dell’operazione  verrebbero vincolati gli incassi degli asset turchi in avanzata fase di cessione (non solo il ponte del Bosforo), mentre la famiglia Astaldi parteciperebbe alla sottoscrizione di parte del prestito attraverso la finanziaria Finast insieme ad altri investitori. Al contempo si starebbe lavorando anche sulla possibilità di rinnovare parte delle linee di credito revolving in scadenza e il bond high yield da 750 milioni in maturazione nel 2020. Il tutto evitando il ricorso a procedure fallimentari, peraltro escluse fino a poco tempo fa dalla società, che non farebbero altro che peggiorare la situazione compromettendo, sia la realizzazione del piano strategico e di rilancio già approvato, sia  l’occupazione (in Astaldi lavorano più di 10 mila persone) e tutto l’indotto industriale.

Intanto Astaldi – recita un comunicato – ha perfezionato nei giorni scorsi la cessione di una quota pari al 59,4% di Veneta Sanitaria Finanziaria di Progetto, Concessionaria dell’Ospedale dell’Angelo di Venezia-Mestre, in Italia (noto anche come Nuovo Ospedale di Mestre).

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Argomenti: Obbligazioni Astaldi