Asta titoli di Stato: decennali vicini al 6%

Come previsto, i rendimenti dei Btp collocati dal Ministero dell’Economia è volato ai massimi. Era dal 1997 che non succedeva. Si allarga il costo del debito pubblico. In arrivo altre aste pubbliche pesanti.

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Come previsto, i rendimenti dei Btp collocati dal Ministero dell’Economia è volato ai massimi. Era dal 1997 che non succedeva. Si allarga il costo del debito pubblico. In arrivo altre aste pubbliche pesanti.

Era dalla fine del secolo scorso che i BTP a lunga scadenza non raggiungevano rendimenti vicini al 6% in fase di emissione. La terza tranche dei Buoni del tesoro poliennali, con scadenza primo marzo 2022 per 2,5 miliardi di euro (ISIN: IT0004759673), ha visto il rendimento lordo salire fino al 5,86%, contro il 5,22% dell’asta precedente. Un campanello d’allarme per i tecnici del Ministero di Via XX Settembre che non può essere trascurato visto che il 6% rappresenta la soglia sopra la quale occorrerà approntare urgentemente nuove misure per contenere la spesa pubblica per i prossimi anni. Non a caso proprio oggi sono state rese note dalla stampa le direttive che la BCE aveva consegnato all’Italia prima della manovra finanziaria estiva e cioè: immediato taglio degli stipendi pubblici e delle pensioni. Le stesse misure, meno drastiche ovviamente, che l’Unione Europea aveva raccomandato e poi imposto alla Grecia in cambio degli aiuti economici.

BTP a 10 anni e CCT indicizzati Euribor – Tornando all’asta dei titoli di Stato, il Tesoro ha collocato oggi anche BTP con scadenza nel 2021 (a dieci anni) per un valore di 1,3 miliardi di euro (ISIN: IT0004009673), a un rendimento del 5,49%, leggermente inferiore a quello a 11 anni, ma pur sempre preoccupante se si considera che lo spread col bund tedesco è andato tendenzialmente riducendosi nelle ultime sedute di borsa. Collocata infine anche la quindicesima tranche di certificati di credito del Tesoro indicizzati al tasso Euribor a sei mesi (“CCTeu”), con scadenza 15 dicembre 2015, a un rendimento pari al 5,63% e per un valore di 926 milioni di euro.

 

Andamento BTP 4,5% 2020

PEGGIO DELLA SPAGNA – Nonostante la domanda sia stata sostenuta – osservano dall’ufficio studi di Unicredit – il Tesoro è riuscito a collocare complessivamente 7,9 miliardi di titoli di Stato, meno dell’ammontare massimo prefissato alla vigilia e pari a 9 miliardi, facendo denotare difficoltà di fondo da parte degli investitori verso i titoli di stato italiani.

Tuttavia, finché l’offerta viene ricoperta, grosse difficoltà nel breve periodo non ce ne dovrebbe essere, mentre sulla lunga distanza – come ha rilevato la BCE – è necessario che l’Italia adotti in fretta nuove misure di contenimento della spesa pubblica sul fronte delle pensioni e degli stipendi statali (cresciuti in media dal 2002 al 2010 di ben oltre il 22%,* rispetto al più basso 10,5% di aumento medio lordo su base annua dei colleghi del settore privato). Ciò è ancor più evidente se si confrontano i rendimenti attualmente offerti dai titoli di stato decennali di riferimento italiani (5,64%) e spagnoli (5,06%), termometro indicatore dello stato di salute delle finanze dei due paesi. Se a ciò si aggiunge il fatto che la BCE sta calmierando il mercato acquistando titoli di stato italiani e non spagnoli, appare ancora più evidente che la situazione finanziaria italiana è tutt’altro che sotto controllo. L’Italia ha ancora sul gobbo troppi debiti accumulati in passato e poco – sostengono gli economisti – è stato fatto per tagliare gli sprechi e ridurre la spesa pubblica.

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