Asta CTZ, i rendimenti scendono ai livelli di marzo

Assegnati quasi 4 miliardi di zero coupon a due anni e 1,5 miliardi di Btp indicizzati all’inflazione a fronte di una buona la domanda degli investitori stranieri. In arrivo i licenziamenti nella P.A.

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Assegnati quasi 4 miliardi di zero coupon a due anni e 1,5 miliardi di Btp indicizzati all’inflazione a fronte di una buona la domanda degli investitori stranieri. In arrivo i licenziamenti nella P.A.

Come disposto dal Tesoro, sono andati oggi in asta CTZ e BTP€i per 5,4 miliardi di euro complessivi. Le preoccupazioni della vigilia sul mercato obbligazionario, che hanno visto lo spread salire fino a 355 punti, non si sono fatte sentire sui collocamenti odierni che hanno fatto registrare tassi in discesa rispetto alle precedenti assegnazioni di titoli di stato di eguale natura.

 

Ctz scadenza 30 settembre 2014: buona la domanda

I Certificati di credito del Tesoro “zero coupon” (“CTZ”), con decorrenza 28 settembre e scadenza 30 settembre 2014 sono stati assegnati soddisfacendo quasi interamente (3,937 miliardi) la domanda iniziale che prevedeva una forchetta compresa fra i 3 e 4 miliardi di euro. Il rendimento lordo offerto, a fronte di una domanda di 6,6 miliardi di euro, è stato del 2,53%, il livello più basso dal mese di marzo. Il risultato è in linea con le previsioni degli operatori che già avevano notato una forte risalita dei prezzi sugli zero coupon dopo la decisione della Bce di intervenire con acquisti illimitati sui titoli di durata non superiore ai tre anni, come dimostra l’andamento del CTZ Maggio 2014 riportato nel grafico in basso. Sul mercato sono poi andati anche due Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione dell’Area Euro (BTP€i) con tasso del 2,1%pagabile con cedole semestrali e scadenze 2016 (Isin IT0004682107) e 2021 (Isin IT0004604671)per complessivi  1,5 miliardi di euro. Anche qui i rendimenti si sono abbassati al 2,46% per la parte quinquennale e al 3,68% per quella decennale, ma in maniera meno evidente rispetto al collocamento dei Ctz, anche per effetto dell’asta spagnola di qualche ora prima che ha visto risalire i rendimenti sulla parte lunga della curva.

 

Collocato finora oltre il 75% dei titoli di stato italiani

Il clima è cambiato, c’è più fiducia in giro – commenta a caldo Maria Cannata, il direttore generale del Tesoro per il debito pubblico. Cannata spiega tuttavia che sono ancora possibili strascichi e non si può dire che tutto sia finito. Il direttore generale del Tesoro osserva che per quanto riguarda il programma di finanziamento dell’anno “ora siamo in tutto già oltre il 75%” e si dice ottimista anche sugli investimenti da parte degli stranieri, spiegando che da maggio “c’è stata una ripresa, un ritorno degli stranieri: e se fino all’inizio dell’estate erano concentrati sui titoli a breve scadenza, ora si stanno interessando anche a scadenze più lunghe”.

 

Istat: stabile la fiducia dei consumatori a settembre

 

A settembre l’indice del clima di fiducia dei consumatori si è rivelato sostanzialmente stabile e si attesta a 86,2 da 86,1 di agosto. Lo rileva l’Istat, spiegando che crescono leggermente sia la componente riferita al clima economico generale (da 69,5 a 71,0) sia, in misura più limitata, quella relativa al clima personale (da 92,0 a 92,3). L’indicatore del clima corrente è stabile a 94,0, quello riferito alla situazione futura aumenta lievemente (da 76,7 a 76,9). I giudizi sulla situazione economica dell’Italia risultano in lieve peggioramento (il saldo passa da -134 a -136), mentre le aspettative future migliorano in misura significativa (da -66 a -56). Le attese sulla disoccupazione sono in aumento (da 112 a 114 il saldo). Le opinioni sulla situazione economica della famiglia peggiorano (da -65 a -75 il saldo), mentre le attese restano stabili (-36). Anche i giudizi sul bilancio familiare peggiorano (da -17 a -24 il saldo). I pareri sulle opportunità’ attuali di risparmio registrano un miglioramento (da 122 a 143), mentre restano stabili quelli sulle possibilità future (-92). I giudizi sull’opportunità di acquisto di beni durevoli risultano in lieve diminuzione (da -102 a -103 il saldo) (I consumatori italiani restano (sfi)duciati). 

 

Verso i licenziamenti nella pubblica amministrazione

Intanto sul fronte dei tagli alla spesa pubblica, presto arriveranno norme che prevedano il licenziamento anche per gli statali, il cui costo complessivo sul bilancio dello stato è di 175 miliardi all’anno. Ad annunciarlo è il Ministro del lavoro Elsa Fornero la quale ha dichiarato che “bisogna estendere le norme sul lavoro per il settore privato anche al pubblico impiego, ricordando che il tabù dell’articolo 18, che non era toccabile, è stato modificato in maniera laica, non ideologica”. “Non l’abbiamo fatto per ingraziarci i datori di lavoro o contro i sindacati, ma per il Paese”.  Sono già allo studio forme di prepensionamento con ricorso alla mobilità e alla messa in disponibilità, oltre al part time obbligatorio per gli over 60 che, dovrebbero contribuire a una graduale riduzione per il personale della pubblica amministrazione. L’idea della Fornero ha già incontrato la ferma opposizione dei sindacati che si sono detti contrari a qualsiasi forma di licenziamento dei dipendenti pubblici. 

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, Ctz

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