Asta BTp: il Tesoro fa il pieno con 9 miliardi di euro di nuovo debito a tassi calanti, tranne sui 3 anni

Emissione di debito pubblico per 9 miliardi nella giornata di oggi, attraverso tre tranche. Costo in lieve salita solo su quella più corta.

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Asta BTp

Il Tesoro ha raccolto stamane 9 miliardi di euro con l’asta di nuovi BTp. Si è trattato dell’importo massimo rispetto alla forchetta 7,5-9 miliardi prevista. Tre sono stati i titoli del debito pubblico offerti: il bond a 3 anni con scadenza 15 agosto 2024 e senza cedola; la quinta tranche del bond a 7 anni con scadenza 15 luglio 2028 e cedola 0,50% (ISIN: IT0005445306); la quarta tranche del bond a 15 anni con scadenza 1 marzo 2037 e cedola 0,95% (ISIN: IT0005433195).

Il BTp a 3 anni è stato piazzato per i tutti i 4,5 miliardi di euro massimi preventivati al rendimento del -0,19%, in rialzo di 2 punti base rispetto all’asta precedente. Il BTp a 7 anni è stato allocato per 2,75 miliardi di euro al rendimento dello 0,38%, in calo di 8 punti base dall’ultima asta. Infine, il BTp a 15 anni è stato offerto per 1,75 miliardi e al rendimento dell’1,19%, in calo di 7 punti base.

Asta BTp, la caccia al rendimento continua

Complessivamente, la domanda è stata di 12,858 miliardi, pari a un rapporto di copertura di 1,43. Insomma, l’asta BTp è andata piuttosto bene. Gli obbligazionisti restano in cerca di “yield” e quale migliore occasione di trovarla in Italia, dove a fronte di rischi reali, tutto sommato, contenuti, i rendimenti si collocano sui livelli più alti dell’intera Eurozona, specie sul tratto lungo della curva?

Facendo un rapido calcolo, scopriamo che il Tesoro si è indebitato oggi a un costo medio dello 0,2525%, a fronte di una scadenza media di 6,7 anni. Questa risulta essere di poco inferiore alla durata media del debito pubblico italiano, che ormai tocca i 7 anni. L’emissione è andata bene anche grazie alle ultime novità in arrivo da Francoforte. La BCE ha ridefinito il target d’inflazione, generando sui mercati un clima di maggiore serenità riguardo alle prossime mosse di politica monetaria.

Una sua stretta appare più lontana e ciò riduce il rischio sovrano percepito a carico del nostro debito pubblico. Non a caso, il costo dei cds a 5 anni per l’Italia si è ridotto quest’anno da 98 a 73 punti base.

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