Asta Btp: tassi a 3 anni in calo nonostante Moody’s

Collocati dal Tesoro 3,5 miliardi di titoli di stato con scadenza 2015 e uno yield del 4,65% nonostante l’incertezza dovuta al declassamento di Moody’s. Inflazione ancora in rialzo a giugno

di , pubblicato il
Collocati dal Tesoro 3,5 miliardi di titoli di stato con scadenza 2015 e uno yield del 4,65% nonostante l’incertezza dovuta al declassamento di Moody’s. Inflazione ancora in rialzo a giugno

Successo per l'asta di Btp

Nonostante la tegola di Moody’s sulla qualità del debito italiano, ampiamente attesa dagli operatori e dagli analisti, l’asta dei titoli di stato non è andata male come qualcuno immaginava (Moody’s contro l’Italia: rating vicino a spazzatura). 

I giochi era già stati fatti alla vigilia – osserva un trader – e il collocamento di Bot annuali 24 ore prima aveva già dato una direzione al mercato obbligazionario. Il Tesoro italiano ha infatti collocato ieri 7,5 miliardi di euro di Bot a 1 anno con rendimenti in ribasso al 3,22% dal 3,97% di un mese fa. Così non poteva andare controcorrente nemmeno l’asta dei Btp 2015 che sulla parte breve della curva, quella più attesa, ha fatto registrare un rendimento lordo del 4,65% contro il 5,30% precedente. Il mercato ha raccolto tutta l’offerta del Tesoro per un ammontare di 3,5 miliardi di euro a fronte di una richiesta per oltre 6 miliardi di euro e lo spread col bund decennale tedesco che in mattinata era arrivato a 480 punti, si è subito abbassato dopo i risultati. Esaurita interamente l’offerta anche per i Btp 4.25% 2019, Btp 5% 2022 e Btp 4.75% 2023, assegnati per complessivi 1,75 mld con rendimenti in calo, anche se l’atteggiamento degli investitori verso i governativi della periferia europea non cambia,dal momento che anche il rendimento del Bund a 10 anni è sceso a 1,25%, negativo al netto dell’inflaizone. 

 

Tagli alla spesa pubblica: per Moody’s il governo Monti ha fatto molto, ma non abbastanza

 

Sui rendimenti dell’asta odierna ha pesato anche l’azione negativa di Moody’s. L’agenzia internazionale di rating ha infatti abbassato,

Btp 3% aprile 2013

come aveva ammonito lo scorso mese di febbraio, il giudizio sui titoli di stato italiani di due scalini, da A3 a Baa2 mantenendo un out look negativo.

Il taglio dell’agenzia, che pur promuove le scelte del governo Monti, è legato alla congiuntura politica ed economica internazionale che lascia prevedere “un ulteriore netto aumento dei costi di finanziamento” dell’Italia. Tra le cause spiccano i “segnali di erosione” sul fronte degli investimenti esteri, oltre al rischio contagio da Grecia e Spagna. Per quanto riguarda la situazione interna, infine, l’agenzia mette in guardia gli investitori sul “deterioramento delle prospettive economiche nel breve termine”, nonostante le misure e le riforme decise dal governo Monti, e sul “clima politico che, con l’avvicinarsi del voto della prossima primavera, è fonte di un aumento dei rischi”.

 

Istat: sale ancora l’inflazione a Giugno +3,3%

 

Sul fronte dei prezzi, intanto, in Italia l’indice dei prezzi al consumo ha registrato a giugno un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei confronti di giugno 2011 (era +3,2% a maggio). Il dato definitivo conferma la stima provvisoria. L’inflazione acquisita per il 2012 sale al 2,8%, secondo quanto rilevato dall’Istat. Il dato era atteso per le 10.00 di questa mattina, ma la sua diffusione è stata ritardata a causa della protesta di alcuni dipendenti contro i tagli all’istituto di ricerca contenuti nel decreto spending review (Italia, inflazione Istat in aumento del 3,3% a giugno). 

Argomenti: