Asta Btp: rendimenti in rialzo sulla parte lunga della curva

Collocati in asta Btp a 3,7 e 16 anni per 8,5 miliardi di euro. Rendimenti in aumento sul tratto lungo della curva, buona la domanda degli investitori

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Collocati in asta Btp a 3,7 e 16 anni per 8,5 miliardi di euro. Rendimenti in aumento sul tratto lungo della curva, buona la domanda degli investitori

Tassi dei Btp in marcato rialzo. Sul tratto lungo della curva dei rendimenti, i titoli di stato italiani mostrano segni di cedimento nei prezzi. Il rialzo dei tassi della Fed entro fine anno e il possibile tapering della Bce indicano un cambio di rotta.

Dopo il collocamento di Bot a 1 anno per 6,25 miliardi di euro, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha immesso oggi sul mercato altri 8,5 miliardi di bond governativi a varie scadenze offrendo agli investitori un nuovo Btp a 3 anni che ha coperto quasi la metà dell’offerta. Nel dettaglio, il Tesoro ha collocato BTP 0,05% con scadenza nel ottobre  2019 (codice ISIN IT0005217929) per 4 miliardi di euro. Il rendimento si è attestato allo 0,03% in rialzo di 6 punti base dall’asta precedente e bid to cover pari a 1,36. Sono stati inoltre assegnati 2,5miliardi di euro in BTP 0,65% ottobre 2023 (codice ISIN IT0005215246). Il rendimento medio si è attestato allo 0,83%, in rialzo di 13 punti rispetto all’asta precedente. La domanda ha superato l’offerta di 1,48 volte. Infine sono stati collocati BTP 1,65% 2032 per 2 miliardi di euro (codice ISIN IT0005094088) contro richieste pari a 2,7 miliardi. Il rendimento medio è salito all’1,77% in crescita di 20 punti base. Il Bid to cover è risultato pari a 1,36.

Btp a 10 anni rende 1,41%, il Bund 0,04%

Sul secondario, intanto, tornano a prevalere le vendite sul Btp decennale dopo un avvio di seduta sostanzialmente invariato. A metà seduta, il tasso sul Btp a 10 anni scambia a 1,41% da 1,38% della chiusura di ieri. Lo spread di rendimento tra Btp e Bund decennali risale a 140 punti base, dai 135 dell’ultima chiusura e dai 134 dell’apertura odierna. Per gli analisti, il sell off è stato determinato dalla pubblicazione dei verbali della Fed ieri in tarda serata che confermano l’intenzione da parte della Banca Centrale USA di alzare il costo del denaro a dicembre. In questo prospettiva, gli investitori preferiscono alleggerire la carta denominata in euro per posizionarsi su quella denominata in Usd, come dimostra anche l’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Btp

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