Asta Btp: rendimenti Btp a 5 e 10 anni in forte rialzo

Collocati in asta Btp a 5 e 10 anni per 6,75 miliardi di euro. Venduti anche CCTeu 2024. Rendimenti sui massimi dal 2015

di , pubblicato il
Collocati in asta Btp a 5 e 10 anni per 6,75 miliardi di euro. Venduti anche CCTeu 2024. Rendimenti sui massimi dal 2015

Tassi dei Btp in forte rialzo dopo l’asta del Tesoro. Sul tratto lungo della curva dei rendimenti, i titoli di stato italiani mostrano evidenti segni di cedimento nei prezzi. A condizionare l’andamento dei titoli di stato italiani sono sempre gli stessi temi: il pesante fardello del debito pubblico e le sofferenze del sistema bancario a cui si aggiungono adesso anche le incertezze politiche derivanti dal possibile voto anticipato della legislatura a giugno.

Dopo il collocamento la scorsa settimana di CTZ Bot a 6 mesi che hanno evidenziato una forte pressione sui prezzi in asta, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha immesso oggi sul mercato altri 6,75 miliardi di bond governativi a tasso fisso con scadenza 5  e 10 anni offrendo agli investitori prezzi più bassi su entrambe le linee e, di conseguenza, rendimenti più alti. Nel dettaglio, il Tesoro italiano ha collocato 2,75 miliardi di euro di titoli quinquennali in sesta tranche allo 0,92% (ISIN IT0005216491), in rialzo rispetto all’asta precedente (0,54%), e 4 miliardi di Btp a 10 anni in decima tranche al 2,37% (ISIN IT0005240830), in rialzo di 60 bp rispetto al precedente collocamento. Sono stati infine allocati 2,250 miliardi di euro in CCTeu febbraio 2024 (ISIN IT0005218968) allo 0,73% in crescita di 16 punti base dall’asta precedente e con rapporto di copertura pari a 1,43.

Le coperture dell’emissione di Btp a 5 e 10 anni sono buone ma non eccezionali.  Si avverte un certo clima di alleggerimento sull’Italia e i paesi core europei. Per gli operatori, questo potrebbe significare che le spinte inflative non sono finite, e che quindi per il mercato è preferibile attendere perchè i rendimenti potrebbero salire ulteriormente”. A ritenerlo è Vincenzo Longo, strategist di Ig, che spiega che l’Italia resta sotto pressione rispetto ai titoli di Stato degli altri Paesi dell’Eurozona e che, quindi, “le spinte al rialzo” sui rendimenti “sono ancora forti” dopo il voto della Consulta sull’Italicum.

Argomenti: ,