Asta Btp: prezzi in discesa

La questione politica greca tiene sotto scacco l'economia continentale. Salgono ancora i rendimenti dei titoli pubblici italiani e spagnoli, mentre il debito italiano tocca a Marzo un nuovo record storico

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La questione politica greca tiene sotto scacco l'economia continentale. Salgono ancora i rendimenti dei titoli pubblici italiani e spagnoli, mentre il debito italiano tocca a Marzo un nuovo record storico

Btp 4,25% 2020

Spread Btp Bund a 430 punti e borsa di Milano sotto del 3%. Con questo clima deprimente non è stato certo facile per il Tesoro collocare oggi Btp per 3,5 miliardi di euro. Nonostante la domanda sostenuta da parte degli operatori (5,3 miliardi di euro), il rendimento lordo del Btp scadenza 1 Marzo 2015 e cedola del 2,5% è salito al 3,91% dal 3,89% precedente a un prezzo di 96,38. Sul mercato sono stati collocati anche 542 milioni di titoli con scadenza 1 Marzo 2020 e cedola 4,25%; 651 milioni di Btp scadenza 1 Marzo 2022 e cedola 5%; 557 milioni di Btp scadenza 1 Marzo 2025 e cedola 5%, tutti con rendimenti in rialzo rispetto alle precedenti emissioni. Risultati tutto sommato attesi – commentano dalle sale operative di Unicredit – data l’incertezza che pesava già lo scorso venerdì sullo scenario politico europeo dopo le recenti consultazioni elettorali. La politica di rigore imposta dalla Germania all’intera Unione Europea ha infatti causato una profonda crisi ben palpabile, oltre che sui rendimenti dei titoli pubblici, anche sulle tasche dei consumatori.

 

Spagna: rendimenti in netto rialzo per le “letras” a 12 e 18 mesi 

 

Spread Btp/Bund

Ma non era oggi solo l’Italia al centro dell’attenzione dei mercati. In asta sono andati anche titoli corti spagnoli (letras) per 2,9 miliardi di euro, facendo registrare un preoccupante rialzo dei rendimenti. Quello sui titoli a 12 mesi è aumentato al 2,98% dal 2,62%, mentre quello sulla scadenza a 18 mesi è salito al 3,30% dal precedente 3,11%. Anche per Madrid pesa molto la crisi del sistema bancario e la politica di rigore imposta dalla Germania che ha portato il tasso di disoccupazione a livelli impensabili (23%) e lo spread col bund tedesco a 480 punti.

Inoltre  – aggiunge un analista di Santander – la possibile uscita della Grecia dall’euro e dall’Unione Europea aprirebbe facilmente la strada anche alla Spagna.

 

Nuovo record per il debito pubblico italiano.  Calano le entrate tributarie a Marzo

 

Intanto il debito pubblico italiano tocca un nuovo record a 1.946 miliardi di euro. Lo rileva Banca d’Italia nel Supplemento al Bollettino statistico, ricordando che nel precedente mese di febbraio il debito pubblico italiano si era attestato a 1.928,226 miliardi. A marzo 2011 il debito era pari a 1.866,53 miliardi. A far salire lo stock debitorio tricolore – si legge nel Supplemento – sono stati gli interessi sul debito e la contrazione delle entrate tributarie. Nei primi tre mesi del 2012, infatti, le entrate fiscali si sono attestate a quota 83,17 miliardi di euro, in calo dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2011. In particolare, nel solo mese di marzo il gettito per l’erario è stato pari a 26,23 miliardi di euro, in calo del 3,6% rispetto ai 27,22 miliardi di euro incassati a marzo 2011. Un dato che non deve sorprendere più di tanto – commentano gli economisti – poiché era più che evidente che l’aumento selvaggio della pressione fiscale avrebbe contratto i consumi generali dimostrando ancora una volta quanto fallimentare sia stata la politica economica dell’ex Ministro Giulio Tremonti e dell’attuale Governo Monti nel preferire l’inasprimento della tassazione al rigoroso taglio della spesa pubblica e degli sprechi. 

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