Asta Btp positiva nonostante Cipro, ma la ripresa si allontana

In rialzo i tassi sui titoli di stato decennali collocati dal Tesoro. Le tensioni a Cipro spingono gli investitori verso il Bund tedesco, mentre la ripresa economica italiana si allontana

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In rialzo i tassi sui titoli di stato decennali collocati dal Tesoro. Le tensioni a Cipro spingono gli investitori verso il Bund tedesco, mentre la ripresa economica italiana si allontana

Tassi dei Btp in rialzo in questa ultima tornata di aste indette dal Tesoro. La soluzione della questione cipriota ha sollevato molti dubbi e preoccupazioni fra gli investitori internazionali riguardo al modo di risolvere i problemi finanziari degli stati membri da parte di Bruxelles. E Cipro non deve essere un esempio per nessuno (Il modello Cipro sarà applicato alle banche di Italia e Spagna?).

La tensione dei mercati obbligazionari è palpabile più che altro sullo spread Btp Bund decennali che si è riportato in area 330 punti e ha condizionato non poco l’asta odierna del Tesoro, impegnato a collocare sul mercato 7 miliardi di nuovi titoli a medio e lungo termine e, fra questi, proprio una tranche di decennali. Il tutto, in un clima politico di attesa e incertezza che non aiuta certo a migliorare le prospettive economiche del Bel Paese.

 

In rialzo i rendimenti dei Btp 2018 e Btp 2023 venduti dal Tesoro

 

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Nel dettaglio sono stati sottoscritti dagli investitori nuovi Btp 3.50% scadenza 1 giugno 2018 per quasi quattro miliardi di euro a un tasso del 3,91%, in rialzo rispetto alla precedente assegnazione. Più attenzione è stata rivolta alla terza tranche del Btp 4.50% scadenza  maggio 2023, coperto per un ammontare di tre miliardi di euro e che ha offerto un rendimento lordo a scadenza pari al 4,66%, come ampiamente previsto alla vigilia. Gli investitori – riporta un’agenzia Reuters – hanno acquistato Btp italiani tenendo ben presente quanto accaduto a Cipro questa settimana. In particolare, temono che l’accordo raggiunto fra autorità cipriote ed eurogruppo possa costituire un modello per la soluzione di altre crisi della zona euro e l’Italia, in questo contesto, è osservato speciale. Non di meno, gli analisti di Helaba Landesbank Hessen-Thueringen notano che tutte queste manovre di salvataggio degli stati periferici dell’eurozona stanno spingendo l’interesse degli investitori verso i paesi centrali e in particolare verso la Germania dove recentemente il future sul Bund ha toccato oggi il massimo a 145.

In altre parole, i capitali si stanno spostando verso le aree centrali d’Europa ritenute più sicure.

 

Crisi economica Italia, ripresa solo nel 2014 per il Fmi

 

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Il sistema finanziario italiano ha mostrato una “notevole resistenza” ma anche se stabilizzato non è immune da rischi, quali la continua debolezza dell’economia reale e il legame fra il settore finanziario e quello sovrano. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) secondo cui uno dei pilastri essenziali della stabilità del sistema finanziario è la forte supervisione che si avvicina ai migliori standard internazionali. In una fase di grande incertezza per l’economia europea, l’Italia arranca dietro gli altri nelle stime di crescita dell’istituto guidato da Christine Lagarde. Secondo la bozza del World Economic Outlook, l’Italia, a causa dello stallo politico, rappresenta uno dei fattori di incertezza a livello europeo e forse mondiale (Rating Italia, rumors su possibile downgrade di Moody’s?).

Questa analisi è condivisa dal vicedirettore generale della Banca d’Italia Fabio Panetta, che in un intervento sul tema del futuro delle banche ha ricordato come nelle ultime settimane siano riaffiorate incertezze circa l’evoluzione dell’economia italiana aggiungendo che la ripresa, pur moderata, prevista per la parte finale dell’anno, è minacciata dalla imprevedibilità del quadro politico interno e dal riemergere di turbolenze finanziarie nell’area dell’euro. Per il nostro paese il Fmi stima una contrazione del Pil pari all’1 per cento quest’anno, inferiore solo a quella della Spagna (-1,5 per cento) mentre Germania e Francia avrebbero risultati lievemente positivi (rispettivamente +0,6 e +0,3 per cento). Il ritorno alla crescita avverrebbe nel 2014, per l’Italia con un limitato +0,5 per cento.

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