Asta Btp: il decennale vola al 5,8%

Il Tesoro ha collocato titoli a varie scadenze con rendimenti in netta crescita. Lo spread vola a 410 punti, mentre la Spagna subisce un pesante downgrade da parte di S&P.

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Il Tesoro ha collocato titoli a varie scadenze con rendimenti in netta crescita. Lo spread vola a 410 punti, mentre la Spagna subisce un pesante downgrade da parte di S&P.

Rendimenti nuovamente in rialzo per i titoli di stato italiani. Dopo le aste dei CTZ, dei BTPi e dei Bot di inizio settimana settimana, non andate affatto bene per effetto delle rinnovate tensioni sui mercati finanziari europei, il Tesoro è stato costretto oggi a rifinanziare una piccola parte del debito pubblico in scadenza a tassi maggiori rispetto al mese scorso. Sul mercato sono stati collocati in particolare una tranche di Btp a 5 anni, con scadenza 1° maggio 2017 e tasso di interesse annuo lordo del 4,75% (ISIN IT0004793474), per un ammontare complessivo di 2.416 milioni di euro offrendo un rendimento lordo a scadenza del 4,86% (4,16% nell’asta precedente). E’ stata anche prezzata la quinta tranche di Btp scadenza settembre 2022, la più importante e attesa dal mercato, con tasso di interesse annuo lordo del 5,50% (ISIN IT0004801541), per un ammontare complessivo di 2.500 milioni di euro e rendimento finale del 5,84% (5,24% nell’asta precedente). Un’asta che non è andata proprio bene – commentano dalle sale operative di IntesaSanPaolo – anche perchè le offerte degli operatori sono risultate in calo, soprattutto sul decennale (bid to cover 1,34) nonostante la posta in gioco non fosse elevata. Del resto, visto il risultato del collocamento dei Bot ieri mattina, non c’era da aspettarsi nulla di sorprendente oggi cul collocamento dei titoli di stato, come anche ampiamente scontato dall’andamento dei prezzi sul secondario e dallo spread che è tornato a superare i 400 punti base.

 

Scure di S&P sulla Spagna: rating giù di due gradini in un colpo solo 

 

Ma a pesare sull’asta odierna è stato anche il taglio del rating da parte di Standard & Poor’s ieri sera sul debito spagnolo. Ben due scalini, da A a BBB+ con prospettive negative per il significativo rischio per la crescita e l’andamento del bilancio. A motivare la decisione dell’agenzia di rating è il rischio che il governo debba fornire ulteriori aiuti al settore bancario, di conseguenza vi sono seri rischi che il debito netto del settore statale possa salire ulteriormente. Che la situazione fosse critica a Madrid lo avevano detto un po’ tutti, analisti, banchieri e autorità governative, cioè da quando la banca centrale spagnola aveva ufficializzato una contrazione del Pil in senso negativo per il primo trimestre dell’anno (-0,4%) a seguito del quale il primo ministro Rajoy aveva dichiarato di non poter rispettare il rapporto deficit/pil a 4,4%, ma nessuno si sarebbe immaginato un taglio così drastico del rating spagnolo. Si tratta del secondo downgrade per la Spagna da parte di Standard & Poor’s dall’inizio del 2012 quando Standard & Poor’s prese di mira altri paesi europei e quasi tutte le banche dell’eurozona. Ma la situazione difficile di Madrid è confermata anche dal tasso di disoccupazione che vola al 24,4%, ai massimi dal 1996, dato che non trova eguali in Europa (Downgrade rating Spagna: la scure di Standard and Poor’s).

 

 

Evasione alle stelle, lo Stato costretto a pagare di più gli interessi sul debito

 

E mentre lo Stato è costretto a rifinanziarsi sul mercato a un costo più alto, la Guardia di Finanza ha fatto sapere di aver scoperto nei primi quattro mesi dell’anno 2000 evasori totali e sei miliardi di euro occultati all’erario. Una vera e propria manovra finanziaria che avrebbe potuto evitare l’aumento delle tasse di Monti e Tremonti – commenta a caldo l’Adiconsum – e che sicuramente, negli anni, avrebbe evitato allo Stato di indebitarsi fino alla soglia di 2.000 miliardi di euro. Si stima a questo punto che l’evasione totale in Italia accertabile dai militari delle fiamme gialle possa raggiungere quest’anno i 20 miliardi di euro, se non di più. Ma se da un lato fa piacere sapere che si possono recuperare gran parte dei soldi indebitamente sottratti allo Stato, dall’altro viene spontaneo chiedersi che cosa hanno fatto finora le autorità che erano deputate ad accertare l’evasione fiscale nel nostro paese (L’Italia degli sbadati: scoperti 2mila evasori fiscali totali).

 

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