Asta BTp gennaio 2024, uno zero coupon a 3 anni con rendimento negativo

Il nuovo bond governativo a 3 anni (ISIN: IT0005424251) ha riscosso un buon successo, esitando un rendimento sottozero. Assegnati 3,75 miliardi di euro.

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Asta BTp 2024

Se vogliamo, la giornata di oggi può essere cerchiata in rosso sul calendario del Tesoro. Nelle scorse ore, è stata emessa la prima tranche del nuovo bond triennale. Si tratta di un BTp con scadenza 15 gennaio 2024 (ISIN: IT0005424251) e che presenta una peculiarità: è senza cedola! L’attuale “benchmark” a 3 anni era il BTp con scadenza agosto 2023 e cedola 0,30%, che nella seduta odierna offre un rendimento del -0,19%. Proprio per questo, il Tesoro ha trovato conveniente procedere con l’emissione di un nuovo bond zero coupon. E ha avuto ragione, se è vero che il rendimento lordo esitato all’asta è stato del -0,14%. Il prezzo di aggiudicazione si è attestato a 100,47.

Questo BTp ha fruttato il 10% netto in meno di due anni con la maxi-cedola 8,50%

L’assegnazione ha riguardato 3,75 miliardi di euro, il massimo della forchetta di 3,25-3,75 miliardi annunciata alla vigilia. Gli ordini hanno superato i 5,24 miliardi, pari a 1,4 volte l’offerta. A settembre, il triennale aveva esitato un rendimento dello 0,07%.

Rendimenti BTp ai minimi storici

Chi oggi ha acquistato all’asta la nuova scadenza ha dovuto spendere 1.004,70 euro per ogni 1.000 euro di investimento nominale. Da qui fino alla metà di gennaio del 2024 non percepirà nemmeno un centesimo di interesse e alla scadenza gli verranno rimborsati 1.000 euro di capitale, per cui accuserà una minusvalenza di 4,70 euro, pari allo 0,4678% del capitale effettivamente investito. Spalmato sui 3,25 anni di durata dell’investimento, la perdita sarà pari proprio allo 0,14% annuo, che corrisponde per l’appunto al rendimento negativo esitato dall’operazione.

Per il resto, il Tesoro ha emesso oggi anche BTp a 7 anni per 2,25 miliardi e a 30 anni per altri 1,5 miliardi. Il primo, scadenza settembre 2027, ha offerto un rendimento di appena lo 0,34%; il secondo, scadenza settembre 2050, è sceso all’1,48%.

Del resto, i rendimenti sono scesi ai minimi storici sul tratto a 10 anni. Oggi, il BTp dicembre 2030 è arrivato a offrire lo 0,655% sul mercato secondario, registrando un nuovo record minimo. L’ottimo andamento dei nostri titoli di stato si deve alle aspettative pessimistiche degli investitori verso l’economia globale e, in particolare, dell’Eurozona. Esse preludono a nuovi stimoli monetari, i quali riducono il rischio sovrano italiano, restringendone gli spread, tornati ai livelli pre-Covid in area 120 punti base.

Perché la seconda ondata di contagi Covid fa bene ai BTp e restringe lo spread

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