Asta BTP e CCTeu, tassi in calo sulle scadenze lunghe

Il Tesoro colloca con successo 8 miliardi di euro di titoli a tasso fisso e variabile ritrovando la fiducia degli investitori internazionali. Nessun segnale di ripresa per l’economia: produzione industriale ancora giù

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Il Tesoro colloca con successo 8 miliardi di euro di titoli a tasso fisso e variabile ritrovando la fiducia degli investitori internazionali. Nessun segnale di ripresa per l’economia: produzione industriale ancora giù

Si è chiusa con un successo anche l’asta di titoli di stato a lungo termine per circa 8 miliardi di euro indetta oggi dal Tesoro. Dopo il successo del collocamento dei Bot a un anno che ha visto il rendimento scendere ai minimi storici, anche le scadenze più lunghe sui Btp hanno beneficiato del ritrovato ottimismo degli investitori nei confronti delle finanze italiane. Una mano la sta dando soprattutto la Bce, dopo il taglio del costo del denaro allo 0,50%, ma anche lo spread in restringimento (250 punti) che ha fatto da volano per il collocamento di alcune tranches di Btp e per il ritorno di Ccteu indicizzati all’inflazione europea. il tutto condito dall’enorme liquidità che sta inondando i mercati da quando la Banca centrale del Giappone si è messa a stampare moneta.

 

Asta del Tesoro di Btp e Ccteu in dettaglio andamento Btp

Nel dettaglio, in terza tranche, il Tesoro ha offerto in asta Btp a 3 anni scadenza 15 maggio 2016 per complessivi 3,5 miliardi di euro , con decorrenza il 15 aprile del 2013, tasso d’interesse annuo lordo nominale al 1,92% (codice Isin IT0004917792) con un rendimento del 2,05%, in ribasso rispetto all’asta precedente. In 16-esima tranche, il Tesoro ha poi offerto in asta 1,5 miliardi di euro di Btp a 15 anni scadenza 1 marzo 2016, con decorrenza 1 settembre del 2010 (codice Isin IT0004644735), tasso di interesse annuo lordo nominale al 4,5%, proponendo un rendimento del 4,07%, anch’esso in ribasso rispetto alla volta precedente. Sul mercato sono infine andati anche 3 miliardi di nuovi Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’Euribor (Ccteu) con codice Isin da attribuire, con decorrenza 1 maggio del 2013 e scadenza il 1 novembre del 2018 a un tasso finale lordo del 2,44%.

Complessivamente il Ministero dell’Economia e delle Finanze risparmierà qualcosa come 85 milioni in spesa per interessi rispetto solo a sei mesi quando i titoli di stato italiani erano in forte tensione.

 

Crisi economica Italia: ancora in calo la produzione industriale, si attende il dato preliminare del Pil

produzione industriale ItaliaMa se la finanza è ora in grado di sfoggiare numeri da pre-crisi, l’economia reale continua fatica a ripartire. Sul fronte industriale, la produzione industriale italiana scende ancora, segnando a marzo un ribasso dello 0,8% su febbraio e del 5,2% su base annua. A rilevarlo è l’Istat, che così registra il diciannovesimo calo consecutivo in termini tendenziali. La contrazione della produzione industriale a marzo – riferisce l’Ansa – non è quindi una novità, ma supera le previsioni, con la maggior parte degli analisti che aveva stimato una flessione meno accentuata. Il dato quindi non conforta, portando il primo trimestre in calo dello 0,4% in termini congiunturali (-4,2% a livello annuo). Un ribasso che di sicuro si farà sentire sulla stima del prodotto interno lordo di gennaio-marzo, che l’Istituto di statistica pubblicherà il prossimo 15 maggio. Nel dettaglio, la produzione segna una crescita annua solo per il comparto dell’energia (+2,2%); significative diminuzioni si rilevano, invece, per i raggruppamenti dei beni strumentali (-8,0%), dei beni intermedi (-6,5%) e dei beni di consumo (-4,5%). I settori in crescita sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+6,3%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,4%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%). Il comparto che, in termini tendenziali, registra in marzo la contrazione più forte è quello dell’attività estrattiva (-16,0%). La produzione industriale chiude in negativo il primo trimestre del 2013, scendendo dello 0,4% a livello congiunturale e del 4,2% su base annua (dato corretto per effetti di calendario). Lo riferisce l’Istat, che aggiunge come la contrazione peggiori ancora guardando al dato grezzo (-6,1%).

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