Asta BTP di fine anno senza interesse

Il Tesoro ha collocato BTP a cinque e dieci anni in un clima apatico e senza stimoli. L’assenza di liquidità ha determinato divergenze fra le diverse scadenze a medio e lungo termine

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il Tesoro ha collocato BTP a cinque e dieci anni in un clima apatico e senza stimoli. L’assenza di liquidità ha determinato divergenze fra le diverse scadenze a medio e lungo termine

I titoli di stato battono la fiacca. Anche le aste odierne dei BTP, le prime del 2014, hanno  visto investitori e risparmiatori tirare i remi in barca, dopo un 2013 vissuto fra tensioni e spread altalenanti: la domanda è infatti stata fiacca con un bid to cover medio del 1,28. Venerdì scorso il Tesoro ha collocato, come da programma, 8 miliardi di Bot a 6 mesi (su 9,2 in scadenza), al rendimento dello 0,827% (da 0,539% di fine novembre), massimo dallo scorso agosto. La riapertura del Ctz dicembre 2015 è stata invece assegnata per 2,630 miliardi su un range d’offerta di 2-3 miliardi, al rendimento dell’1,346% (da 1,163% di fine novembre), massimo da ottobre. “Il rialzo dei rendimenti era abbastanza atteso – commentano dalle sale operative di Unciredit – ma legato tutto sommato a fattori tecnici, in un mercato illiquido per il fine anno. Date le condizioni difficili di liquidità le aste sono andate bene, anche considerando il fatto che il mercato sembra ormai appagato sul piano dei rendimenti nei paesi periferici dell’euorzona per quest’anno.

 

Asta BTP: tassi in calo per il quinquennale, in rialzo per il decennale

Tornano a salire i tassi d’interesse sui BTP a 10 anni. Il Tesoro ha collocato 2,5 miliardi di BTp scadenza marzo 2024 al tasso del 4,11%, i rialzo rispetto al 4,01% battuto nella precedente asta di titoli decennali. In calo invece i titoli dei tassi a 5 anni. Il Tesoro ha assegnato tutti i 3 miliardi di euro di Btp a cinque anni, dicembre 2018, con tassi in calo. [fumettoforumright]Il rendimento medio è sceso al 2,71% dal 2,89% dell’asta di ottobre. Una divergenza che – secondo gli analisti – trova spiegazioni solo nella mancanza di interesse da parte degli investitori, di fatto in vacanza in questo periodo festivo, al punto che ci si chiede se vale ancora la pena effettuare aste pubbliche in questi periodi dell’anno. L’ammontare offerto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze è stato così quasi interamente coperto dalle banche che hanno preferito le scadenze quinquennali anche in vista del tapering della Fed che inizierà a gennaio e che potrebbe portare a delle tensioni nei rendimenti sulla parte lunga della curva. Analogie si possono riscontrare anche all’estero, con la Germania che ha visto il rendimento del Bund decennale tornare al 2%. Intanto in differenziale Btp/Bund (spread) è sceso a 220 punti base con un rendimento del decennale al 4,15% mentre lo spread spagnolo è a 224 punti base (4,20% il tasso).

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, Btp

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