Asta BTP con rendimenti ancora in calo

Il Tesoro ha piazzato quasi tutti gli 8 miliardi previsti alla vigilia offrendo rendimenti al 6% per la scadenza decennale e al 5,4% per quella quinquennale. Sullo sfondo, il peso del taglio di rating da parte di Fitch e la crisi della Grecia

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Il Tesoro ha piazzato quasi tutti gli 8 miliardi previsti alla vigilia offrendo rendimenti al 6% per la scadenza decennale e al 5,4% per quella quinquennale. Sullo sfondo, il peso del taglio di rating da parte di Fitch e la crisi della Grecia

Btp Mar 2022 5%

Con il collocamento di oggi il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha già piazzato dall’inizio dell’anno il 5,5% del debito pubblico in scadenza. (Aste Btp 10 anni e 5 anni: rendimenti calano meno delle attese)

In mattinata sono infatti stati offerti Btp a 5 e 10 anni per un ammontare complessivo di 7,5 miliardi di euro a un rendimento medio che si è attestato leggermente inferiore alle precedenti aste pubbliche grazie anche al successo degli ultimi collocamenti di titoli a breve termine. Più nel dettaglio, il Tesoro ha collocato 3,57 miliardi di euro di Btp scadenza 1 Maggio 2017, tasso fisso del 4,75% lordo annuo offrendo un rendimento a scadenza del 5,39% (6,47% nell’asta precedente). Sul mercato è andata anche l’undicesima tranche del Btp  scadenza 1º marzo 2022, tasso di interesse annuo lordo nominale al 5% (codice ISIN IT0004759673), per un importo pari a 2 miliardi di euro offrendo un rendimento del 6,077% lordo (6,98% nell’asta precedente). Come spesso accade, il Mef ha collocato anche nuove tranche di Btp che non sono più in corso di emissione per un importo complessivo pari a 1,9 miliardi di euro. Si tratta dei seguenti titoli: Btp, in nona tranche, con decorrenza 15 aprile 2011, scadenza 15 aprile 2016, tasso di interesse annuo lordo nominale al 3,75%, e codice ISIN IT0004712748. Ed ancora, in tredicesima tranche, il Btp con decorrenza 1º settembre 2010, scadenza 1º marzo 2021, tasso di interesse annuo lordo nominale al 3,75% e codice ISIN IT0004634132. In settimana sono attese anche le aste dei titoli di stato francesi e tedeschi.

 

Rendimenti Btp in calo ma pesa il taglio di rating da parte di Fitch

 

L’appuntamento odierno era particolarmente importante anche perchè venerdì scorso è arrivato il taglio di rating da parte di Fitch che ha abbassato il giudizio dell’Italia da A- ad A+, con outlook negativo. Notizia, ampiamente attesa – commenta un operatore del Banco Popolare – che però non è passata inosservata soprattutto per via del fatto che in precedenza Standard & Poor’s aveva già rivisto al ribasso il merito creditizio dell’Italia portandolo in serie B. E difatti lo spread col Bund tedesco che era sceso fin sotto quota 400 punti base, è risalito fino a 435 al momento del collocamento dei titoli da parte del Tesoro facendo lievitare i rendimenti verso l’alto. Ci si attendeva infatti che i Btp decennali potessero scendere sotto il 6% di rendimento, ma considerando quanto successo, è già andata bene così, commenta l’operatore. L’outlook negativo – fanno notare gli esperti – indica la possibilità di poco superiore al 50% di un ulteriore declassamento nei prossimi due anni e questo crea apprensione sui mercati. Fitch mette sostanzialmente in evidenza che la decisione di declassare l’Italia riflette la situazione di un «livello elevato del debito pubblico e un basso tasso di crescita che hanno reso il Paese particolarmente vulnerabile». A preoccupare è l’aumento dei costi di finanziamento «con l’ampliamento del divario tra tassi di interesse e crescita economica che comporta implicazioni negative sulla dinamica del debito pubblico» (Rating – Italia declassata da Fitch la penosa pantomima delle case di rating continua)

 

Ancora tensioni sui titoli di stato per la questione greca

 

Sul secondario i titoli di Stato italiani hanno avuto un buon andamento in concomitanza con l’asta odierna e in alcuni casi i prezzi sono saliti, un segnale che gli investitori hanno ricominciato ad acquistare i titoli italiani e che l’attività non si limita solo agli istituzionali.

Questo è dovuto anche al fatto che una soluzione definitiva per la Grecia sta per essere presa a breve. E’ in corso infatti a Bruxelles un importante vertice fra i leader europei per analizzare nuove misure di austerità nei confronti del paese ellenico prima di concedere l’ultima tranche da 130 miliardi di euro di aiuti ad Atene.
La Grecia deve infatti fornire la prova delle sue ultime riforme adottate e pare che per farle rispettare la Germania abbia chiesto l’istituzione di una specie di commissario europeo, una figura di controllo, da insediarsi per i prossimi anni al fianco delle autorità elleniche. Iniziativa poco gradita in Grecia e che rischia di far vacillare anche l’accordo consensuale in via di perfezionamento fra i privati detentori dei titoli di stato greci e il governo di Atene per la ristrutturazione dell’immenso debito (fra meno di due mesi è previsto il rimborso di 14,5 miliardi di euro, ma i soldi non ci sono).

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