Asta BTp, altri 5-6,5 miliardi di euro su questi titoli

Un'altra asta di BTp per questa settimana, tramite la quale il Tesoro punta a raccogliere tra 5 e 6,5 miliardi di euro con 3 bond

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Asta BTp

Il Tesoro punta a raccogliere in settimana altri 5-6,5 miliardi di euro attraverso una nuova asta di BTp. In particolare, mercoledì 13 collocherà sul mercato: la quinta tranche del bond a 3 anni, scadenza 15 agosto 2024 e zero coupon (ISIN: IT0005452989), per un importo compreso tra 2,5 e 3 miliardi; la nona tranche del bond a 7 anni, scadenza 15 luglio 2028 e cedola 0,50% (ISIN: IT0005445306), per un importo compreso tra 1,5 e 2 miliardi; l’ottava tranche del bond a 30 anni, scadenza 1 settembre 2051 e cedola 1,70% (ISIN: IT0005425233), per un importo compreso tra 1 e 1,5 miliardi.

Attualmente, il titolo triennale si acquista a una quotazione sopra la pari, in area 100,67, offrendo così un rendimento negativo lordo dello 0,23%. La scadenza a 7 anni, invece, pur prezzando anch’essa di poco sopra la pari, a circa 100,30, grazie alla cedola riesce ad offrire un rendimento positivo dello 0,45%. Infine, sicuramente il titolo più “generoso” tra i tre è il bond a 30 anni, che con una quotazione a 97 centesimi, vale a dire nettamente sotto la pari, venerdì scorso chiudeva la seduta a un rendimento dell’1,84%.

Asta BTp, rendimenti reali bassi

Ad ogni modo, a questa asta BTp non esiste alcun titolo realmente remunerativo. Con un’inflazione italiana salita al 2,6% a settembre, formalmente neppure il titolo trentennale riuscirebbe a proteggerci dalla perdita del potere d’acquisto. D’altra parte, non è detto che l’inflazione si attesti mediamente fino alla scadenza ai livelli delle ultime rilevazioni ISTAT. Ad ogni modo, anche guardando al trend storico possiamo affermare che i prezzi dei titoli siano ancora elevati.

Cosa fare? In teoria, quando un obbligazionista si aspetta rendimenti in crescita e quotazioni in discesa, preferisce accorciare la “duration” del suo portafoglio, inserendovi titoli a medio-breve durata, così che quando questi arriveranno a scadenza, potranno essere rimpiazzati da altri titoli più remunerativi.

Tuttavia, nel caso specifico significherebbe accettare rendimenti negativi, vale a dire perdite certe alla scadenza. Meglio restare liquidi, preparandosi a cogliere le opportunità che si presenteranno sul mercato man mano.

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