Asta Btp 3 anni: rendimenti in calo al 3,4%

Continua la discesa dei tassi dei titoli di stato italiani dopo il successo di ieri del collocamento dei Bot annuali. Snobbato il taglio di rating di Moody’s ad A2 sull’Italia

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Continua la discesa dei tassi dei titoli di stato italiani dopo il successo di ieri del collocamento dei Bot annuali. Snobbato il taglio di rating di Moody’s ad A2 sull’Italia

Dopo il successo dell’asta dei Bot di ieri, il Tesoro ha collocato BTP per 4 miliardi di euro con scadenza 2014 offrendo un rendimento in calo al 3,41% lordo, ai minimi da 11 mesi, contro il 4,83% dell’asta precedente. Sul mercato sono stati immessi anche BTP 4,75% per 685 milioni di euro con scadenza quinquennale (Febbraio 2017) con un rendimento del 3,77%, e BTP 10 anni 5% per 1,3 miliardi anch’essi con rendimenti in calo al 4,26%. La domanda da parte degli investitori è stata sostenuta con un bid to cover pari a 1,4 volte l’ammontare offerto, sulla scìa dei risultati delle aste dei titoli di stato di altri paesi europei e in particolare della Spagna che ha collocato in mattinata 2,5 miliardi di euro di titoli a 18 mesi, con un tasso medio del 2,31%, in calo rispetto a quello precedente del 2,40%. I due paesi – fa notare un operatore – erano stati messi sotto stretta osservazione dagli investitori dopo l’annuncio del taglio di rating da parte dell’agenzia internazionale Moody’s che ne ha abbassato il merito creditizio e dopo che la sorella americana Standard & Poor’s lunedì aveva declassato la maggior parte delle banche europee. Il mercato sembra aver snobbato le indicazioni delle agenzie di rating e anche lo spread col Btp tedesco decennale che si è attestato a 366 punti in mattinata, riservando forse più attenzione e dando quindi più credito a quanto sta facendo l’Unione Europea per salvare l’euro tenendo in piedi la Grecia con aiuti massicci.   Asta Bot 1 anno: rendimenti ancora in ribasso, nonostante la debole domanda  

Btp nov 2014 6%

E’ andata bene anche l’asta annuale dei Bot, nonostante il Tesoro abbia faticato a coprire interamente l’ammontare per 12 miliardi di euro, di cui 8,5 miliardi per i titoli con emissione scadenza 14/2/2013 e 3,5 miliardi per i titoli con scadenza 21/6/2012. Per i Bot annuali il tasso medio è calato al 2,230% dal 2,735% con un rendimento che si è abbassato di mezzo punto percentuale, al minimo da giugno 2011. Solo due mesi fa il rendimento aveva sfiorato la soglia del 6% (5,95% nell’asta del 12 dicembre). Ma se è apprezzabile e positivo il trend discendente dei rendimenti dei titoli pubblici a breve – osserva un analista – c’è da notare un deciso calo d’interesse da parte degli operatori istituzionali e del mercato in generale verso le emissioni a breve termine. Il bid to cover che si è registrato per l’asta dei Bot annuali (pari a 1,09 da 1,473 del mese scorso) indica che gli investitori stanno cominciando a considerare poco attraenti le emissioni italiane a fronte di un rischio Paese superiore rispetto a quello di Germania il cui differenziale (spread) di rendimento sulla parte breve della curva si è ridotto vistosamente riflettendo in maniera distorta il grado di rischio fra i due stati. Il Tesoro, del resto sta spingendo molto sul breve per rifinanziarsi a minoo costo sfruttando il momento particolarmente favorevole e in attesa di tempi migliori per quanto concerne il debito a lunga scadenza che vede ancora rendimenti troppo alti rispetto al bund tedesco con lo spread sul decennale di riferimento che fatica a scendere sotto i 350 punti. D’altra parte – ricordano gli esperti – Febbraio rappresenta il mese più impegnativo di questo 2012 a livello di emissioni con in scadenza titoli governativi per complessivi 53 mld. (Asta Bot 12 mesi: rendimenti ai minimi da giugno)   Moody’s taglia ancora il rating dell’Italia   Intanto l’agenzia internazionale Moody’s ha tagliato ancora il rating dell’Italia, portandolo da A2 ad A3 lasciando intravedere nuovi tagli futuri se la situazione nell’Eurozona non migliorerà e se le riforme messe in campo dal governo Monti non andranno a buon fine (outlook negativo). L’agenzia ha tagliato anche il rating di Spagna e Portogallo, mentre sono peggiorate le previsioni per Regno Unito, Francia e Austria. Quindi, l’Italia, dopo il taglio del rating avvenuto il 20 settembre, da parte dell’agenzia Standard & Poor’s, ha perso ancora terreno e le motivazioni sono sempre le stesse: difficoltà a sostenere il debito pubblico. Come si legge nella nota ufficiale, il taglio è giustificato “col sostenuto aumento della suscettibilità del Paese di fronte agli shock finanziari, dovuto al calo di fiducia nei confronti dei Paesi dell’Eurozona con un elevato debito pubblico”. Il downgrade del rating italiano è inoltre dovuto ai “rischi derivanti dalle incertezze economiche e politiche ed in parte all’aumento dei rischi al ribasso per la crescita economica e all’indebolimento delle prospettive globali”, ma più in generale – spiegano da Moody’s – anche al calo generale della fiducia nelle emissioni di debito dei paesi dell’eurozona. (Rating italia: downgrade di Moody’s, Bel Paese a A3)

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