Asta BTP 2015 al 2,76% lordo

Collocati oggi altri 5 miliardi di titoli di stato con rendimenti in forte calo. L’inflazione di Febbraio è al 3,3% e le banche e le Poste offrono rendimenti migliori. Intanto Monti spinge per la tobin tax e la Fed lascia i tassi invariati fino al 2014

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Collocati oggi altri 5 miliardi di titoli di stato con rendimenti in forte calo. L’inflazione di Febbraio è al 3,3% e le banche e le Poste offrono rendimenti migliori. Intanto Monti spinge per la tobin tax e la Fed lascia i tassi invariati fino al 2014

BTP Apr 2015 4,25%

Asta Btp col vento in poppa. Dopo il successo del collocamento dei Bot a 3 e 12 mesi di ieri, il Tesoro ha piazzato oggi sul mercato Btp a 3 e 7 anni a tassi con rendimenti in netto calo rispetto ai collocamenti precedenti. A fare da volano, oltre al crollo dei tassi offerti sui Bot, c’è stata anche la decisione della Fed di lasciare ancora per molto tempo i tassi invariati fra lo 0 e lo 0,25%, il che ha avuto effetti anche sull’euribor interbancario (quello a tre mesi è sceso sotto 0,90%). Più nel dettaglio, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emesso in mattinata 5 miliardi di titoli di stato con scadenza 2015 offrendo un rendimento lordo del 2,76% (3,41% nell’asta precedente), valore che non si vedeva da 17 mesi. Sono stati collocati alla pari anche Btp per un miliardo di euro a 7 anni, 4,30% di interesse e di rendimento. Entrambe le emissioni sono state ampiamente coperte dagli offerenti con un bid to cover di 1,56 per il Btp triennale e 1,99 per il Btp settennale. Subito dopo l’asta, lo spread Btp Bund tedesco è sceso sotto quota 300, per stabilizzarsi poi intorno a questi valori. “Non abbiamo un livello di equilibrio in mente, ma pensiamo ci sia ancora spazio per una riduzione” dello spread rispetto ai circa 300 punti attuali – ha commentato recentemente il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli – e il nostro obiettivo è quello di ridurlo ancora”. Tuttavia, come per i Bot a tre mesi, anche per i Btp triennali, viene spontaneo domandarsi se vi è ancora convenienza nell’investire in titoli di stato a breve, visto e considerato che il tasso d’inflazione a Febbraio è stato rilevato ieri al 3,3% dall’Istat e molte banche offrono anche rendimenti superiori al 4% sui propri conti di deposito vincolati. Per non parlare poi delle Poste che garantiscono il 3,50% sui nuovi buoni postali fruttiferi triennali appena lanciati sul mercato (taglio minimo 250 euro).

 

 

Tassazione transazioni finanziarie: Monti non molla

 

L’insistenza del nostro esecutivo a livello europeo per introdurre la cosidetta Tobin Tax, una tassa sulle transazioni finanziarie, non ha paragoni. E’ vero che la vogliono anche la Francia e la Germania, come ha sostenuto la cancelliera Merkel in visita ieri a Roma, ma sembra che il ruolo dell’Italia in materia di tasse in questo momento sia da primato mondiale. Una simile tassazione – fanno notare gli esperti – andrà ancora una volta a colpire le famiglie e i piccoli risparmiatori e non servirà a frenare la speculazione internazionale che sarà tranquillamente in grado di colpire e mietere vittime da ogni angolo remoto del pianeta, laddove la tobin tax non viene applicata. Sicchè, se già adesso i Btp li sottoscrivono solo le banche perché le famiglie italiane sono impegnate a sacrificare i proprio risparmi fra aumento dell’Iva e delle tasse in generale, con l’introduzione di un’altra tassa sulle transazioni finanziarie, il rischio che il mercato si deprima ulteriormente è una possibilità concreta. Anche perché – commentano da Credit Suisse – molti risparmiatori cercheranno di evitare l’imposizione portando magari soldi in Svizzera o in Gran Bretagna, fermamente contrarie alla tobin tax.

 

Tassi Fed restano fermi per due anni: Bernanke preoccupato per l’Europa

 

L’economia fatica a ripartire anche oltreoceano. Così la banca centrale ha deciso di mantenere i tassi di interesse a livelli ”eccezionalmente bassi”, più del previsto, almeno fino alla fine del 2014, ovvero un anno in più rispetto a quanto previsto in agosto. Dall’economia Usa sono arrivati ”segnali positivi” di recente, ma ”continuiamo a vedere venti contrari dall’Europa e un rallentamento della crescita mondiale” afferma il presidente della Fed, Ben Bernanke, che promette: ”se sarà necessario” e ”se le condizioni” lo garantiranno la Fed è pronta anche a nuovi aiuti alla ripresa, incluso l’acquisto di titoli di stato.

La Fed – assicura Bernanke – non ha finito le munizioni a sua disposizione per aiutare la ripresa, ma, aggiunge, senza un sostanziale balzo dell’economia, i tassi resteranno bassi. La Fed prevede per il 2012 una crescita del 2,2-2,7%, meno del 2,5-2,9% stimato in novembre, per poi accelerare nel 2013 al 2,8%-3,2% a fronte del 3,0%-3,5% previsto in precedenza. Il tasso di disoccupazione, che al momento ”resta alto”, calerà solo gradualmente. E quest’anno si attesterà fra l’8,2% e l’8,5% contro l’8,5%-8,7% precedentemente stimato. nel 2013 il tasso di disoccupazione calerà al 7,4%-8,1% dal 7,8%-8,2% stimato nel novembre scorso. Il mercato immobiliare, che resta ”depresso”, continua a pesare sulla crescita.

 

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