Asta Btp 10 anni, rendimenti in calo. Piazza Affari resta attendista

Buona domanda per i titoli di stato a cinque e dieci anni e tassi in calo. Rimane alto lo spread in attesa della riunione della BCE. Giù la fiducia dei consumatori, a livello del 1996

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Buona domanda per i titoli di stato a cinque e dieci anni e tassi in calo. Rimane alto lo spread in attesa della riunione della BCE. Giù la fiducia dei consumatori, a livello del 1996

Si è conclusa oggi con l’asta di 4 miliardi di euro di nuovi BTP a 10 anni la lunga maratona settimanale che ha visto il Tesoro impegnato a rifinanziare parte del proprio debito in scadenza. Dopo il collocamento di CTZ , BTP e Bot a sei mesi fra ieri e l’altro ieri per un ammontare complessivo di quasi 13 miliardi di euro, sono andati oggi in asta 2,5 miliardi di BTP a 5 anni (più del previsto) e 4 miliardi di BTP decennali. L’assegnazione di questi ultimi era particolarmente attesa dagli operatori poichè vengono presi a benchmark dagli investitori internazionali e rappresentano la cartina tornasole dello stato di salute della finanza italiana alla luce della sferzata inferta dal governo Monti all’economia con le manovre del 2001 e 2012. Il rendimento offerto al termine dell’asta è stato del 5,82% per il Btp scadenza 1 novembre 2022  (Isin in attesa di attribuzione) con tasso di interesse annuo lordo 5,50%; e del 4,73% per il Btp scadenza 1 giugno 2017 (Isin IT0004820426) con tasso di interesse annuo lordo del 4,75%. Rendimenti quindi in forte calo sulla lunghezza a cinque anni (5,29% nell’asta precedente), mentre, come ampiamente previsto, è risultato più contenuto l’abbassamento del tasso sulla lunghezza decennale (5,96% nell’asta precedente). Buona nel complesso la domanda che ha superato i 9 miliardi di euro, ma lo spread rimane ancora alto, intorno ai 440 punti. 

 

Clima attendista sui mercati in attesa della riunione della BCE 

Secondo il premier Monti, sono stati fatti progressi contro la crisi del debito sovrano ma – ha dichiarato poche ore fa dopo l’incontro con la cancelliera Merkel a Berlino – “non ci si può fermare quando c’è parvenza di un qualche risultato, bisogna andare avanti con determinazione”, essere “persistenti”. I progressi fatti – dice – sono “rilevanti” e “cominciano a essere riconosciuti dai mercati”.  Così, nel complesso l’asta dei BTP non è andata male, tuttavia – commentano da Banca IMI – gli investitori sembrano voler attendere l’esito dell’appuntamento del meeting della BCE  la prossima settimana per capire quale direzione prenderà il mercato.  Il presidente della Banca Centrale Mario Draghi oggi ha ribadito che l’Eurotower farà tutto il necessario per assicurare la stabilità dei prezzi, rimanendo indipendente e agendo all’interno dei limiti del suo mandato, ma ha spiegato che alcune volte per farlo è necessario andare oltre gli strumenti di politica monetaria standard (Misure eccezionali per salvare l’Euro, Draghi rilancia l’impegno).

 

Istat: a picco la fiducia dei consumatori italiani

Intanto l’Istat ha comunicato importanti dati economici che non inducono certo all’ottimismo. Il “clima personale” cioè la fiducia dei consumatori sulla situazione economica delle famiglie non è mai stata così bassa dal 1996. I giudizi e le attese ad agosto scendono dal 92,9 al 92 ed è il peggior dato rilevato dall’Istat dall’inizio delle serie storiche. Le famiglie italiane sono dunque al top della sfiducia da 16 anni a questa parte. Sul fronte dei consumi, le vendite al dettaglio nel mese di giugno segnano un aumento dello 0,4% rispetto a maggio e un calo dello 0,5% su base annua (indici grezzi) (Aumentano le vendite al dettaglio, restano le ombre).  Il dato tendenziale – diffuso dall’Istat – tiene conto sia del rialzo dell’1,3% dei prodotti alimentari, sia della contrazione dell’1,4% dei non alimentari. Nei primi sei mesi 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011, l’indice grezzo cala dell’1,4%, con gli alimentari a +0,2% e i non alimentari a -2,2%. In discesa anche i consumi dei carburanti e in particolare della benzina che ha raggiunto ormai i 2 euro al litro. A luglio la diminuzione è stata pari al 6,7% e poco meglio è andata per il gasolio (-5,5%).  Per la Confesercenti, l’Italia “vive ancora una situazione di sacrificio e di grande incertezza, a partire dal sempre più frequente ricorso delle famiglie ai discount alimentari fino alla costante diminuzione degli acquisti no food“.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani

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