Asta Bot: tassi in rialzo all’1,08%, pesa downgrade di Standard & Poor’s

Aumentano i rendimento dei Buoni a 1 anno dopo la sforbiciata sulla qualità del credito italiano. Assegnati dal Tesoro tutti i 9,5 miliardi di titoli previsti, ma dall’Europa si chiede di non abbassare le tasse

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Aumentano i rendimento dei Buoni a 1 anno dopo la sforbiciata sulla qualità del credito italiano. Assegnati dal Tesoro tutti i 9,5 miliardi di titoli previsti, ma dall’Europa si chiede di non abbassare le tasse

Tornano in asta i Bot annuali. Non c’era tempistica peggiore per inaugurare la tornata di emissioni dei titoli di stato italiani che quella odierna in un clima di rinnovate tensioni e preoccupazioni sui mercati dopo il calo della scure delle agenzie di ratimg  sul debito dell’Italia. Non è colpa del Ministero dell’Economia, ben inteso, che programma le aste di titoli pubblici con largo anticipo, ma della puntualità di Standard & Poor’s a declassare il debito dell’Italia a BBB da BBB+ alla vigilia di un’emissione di Buoni Ordinari del Tesoro pari a 9,5 miliardi di euro. Un fatto non casuale, come già avvenuto altre volte in precedenza, e che dovrebbe richiamare l’attenzione delle autorità politiche a livello europeo che poco e nulla hanno fatto finora per contrastare la manipolazione del mercato da parte del corporativismo bancario attraverso la diffusione di notizie tendenziose a ridosso di importanti appuntamenti finanziari. Il declassamento da parte di S&P ha fatto il paio, infatti, con la diffusione di un comunicato da parte del Fondo monetario Internazionale (Fmi) poche ore prima che ha rivisto al ribasso (guarda caso) le previsioni di crescita del Pil dell’eurozona puntando il dito in particolare contro l’Italia.

 

Asta Bot annuali e flessibili in dettaglio, spread in aumento

 

TESORO - BOT

Ma torniamo ai Bot. Il grosso dell’asta odierna ha riguardato la vendita di 7 miliardi di euro di Bot scadenza 14 luglio 2014, con codice Isin IT0004940091. Il titolo è stato assegnato con un rendimento in rialzo, 1,078%, rispetto alla precedente emissione (0,962%) e comunque con tassi in peggioramento se raffrontati coi minimi fatti registrare lo scorso mese di maggio (vedi grafico). A condizionare il risultato dell’offerta non sono state soltanto le notizie provenienti dalle agenzie di rating americane, ma soprattutto l’allargamento dello spread fra titoli italiani e tedeschi alla vigilia di importanti decisioni che il governo sta per prendere sul fronte fiscale dopo la sospensione della rata dell’Imu di giugno e dell’aumento dell’Iva al 22%. Così, il differenziale Btp/Bund sul tratto a dieci anni è stato rilevato sopra i 280 punti base in mattinata, da 275 ieri sera, mentre il Btp decennale Maggio 2023 offre un rendimento di 4,45% da 4,40%. In asta sono andati anche Bot flessibili per 2,5 miliardi di euro, con scadenza a 160 giorni, rappresentati dai Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza il 19 dicembre del 2013, e codice Isin IT0004921620. Anche per questi strumenti finanziari il rendimento finale è stato fissato in leggero rialzo, a quota 0,599%. Il Tesoro con un comunicato ufficiale emesso in data odierna ha anche fornito un aggiornamento sui Buoni Ordinari del Tesoro in circolazione che, alla data del 28 giugno del 2013, erano così distribuiti: 3 miliardi di euro di Bot flessibili, 3 miliardi di euro di Bot trimestrali, 56.861,540 milioni di euro di Buoni Ordinari del Tesoro con la scadenza a sei mesi e 100.433,500 milioni di euro di Bot annuali per un controvalore complessivo pari a 163.295,040 milioni di euro.

 

Le banche ricattano l’Italia: S&P taglia rating a BBB con out look negativo

 

DEF: SACCOMANNI, APPROVAZIONE E' PRIMO TASSELLO MOSAICO

Standard & Poor’s ha tagliato il rating Italia a ‘BBB’ da ‘BBB+’. L’outlook è negativo. Lo comunica l’agenzia di rating in una nota. “La decisione – si legge – riflette attese per un peggioramento delle prospettive economiche del Paese”. Secondo l’agenzia di rating, “la lenta crescita deriva in gran parte dalla rigidità del mercato del lavoro e di quello produttivo italiano”. Per S&P, inoltre, “c’è almeno una chance su tre che il rating possa essere ridotto ancora nel 2013 o nel 2014”. Il Pil 2013 è atteso a -1,9% e il debito al 129% a fine anno. Gli obiettivi di bilancio sono “a rischio”, sostiene, per le decisioni su Imu e Iva. La notizia ha sollevato un polverone di polemiche perché cade a ridosso di importanti decisioni di politica fiscale al punto che il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha detto che si tratta di una “decisione vecchia e non condivisibile. Il tutto – secondo indiscrezioni di stampa – sarebbe da ricondurre alla preoccupazione del mondo bancario tedesco e francese che vedrebbero nell’abbassamento della pressione fiscale italiana un pericolo per la tenuta dei prezzi dei titoli di stato italiani detenuti in portafoglio. Un equilibrio che potrebbe spezzarsi, se è vero che la crescita del Pil italiano è stata rivista in ribasso del 1,9% per quest’anno con un rapporto deficit/pil al 129%. Una preoccupazione nota anche ai piani alti di Bruxelles dove dalla Commissione europea è arrivato un avvertimento al governo Letta: l’Italia deve “prendere seriamente” le raccomandazioni dell’Unione Europea sulla necessità di spostare la tassazione da lavoro e capitale verso consumi e proprietà immobiliare – ha detto il commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn -.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani