Asta BOT semestrali: tassi ancora in ribasso, sale la fiducia dei consumatori

Il tesoro ha assegnato 7 miliardi di titoli di stato a 182 giorni con un rendimento del 0,54%. Diminuiscono gli oneri finanziari per lo Stato e torna a salire la propensione agli acquisti

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Il tesoro ha assegnato 7 miliardi di titoli di stato a 182 giorni con un rendimento del 0,54%. Diminuiscono gli oneri finanziari per lo Stato e torna a salire la propensione agli acquisti

Prosegue il buon momento del mercato obbligazionario. Dopo aver fatto il pieno con l’asta di CTZ nella giornata di ieri con rendimenti che hanno segnato nuovi minimi dalla nascita dell’euro, il Tesoro ha collocato oggi sul mercato BOT semestrali , ma senza grande entusiasmo, anche perché ormai il rendimento reale è praticamente nullo. In asta sono andati titoli per 7 miliardi di euro con maturazione a 182 giorni e scadenza 30 maggio 2014, in sostituzione di 9,2 miliardi di euro di altrettanti titoli di prossima scadenza. E, come ampiamente scontato dal mercato, i tassi a breve sono scesi ancora, sotto quota 0,54%. A sostegno dei governativi italiani, la prospettiva di nuove misure espansive da parte della Banca centrale europea a breve, unita alla scelta del Tesoro di limare le emissioni da qui alle fine dell’anno, in considerazione dell’ampia disponibilità di cassa. Non sembrano, invece, avere al momento peso le fibrillazioni politiche, con il governo alle prese con il voto di fiducia della legge di Stabilità e quello sulla decadenza del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi da senatore, in agenda stasera.

 

Bot semestrali, il rendimento scende ancora: ora siamo allo 0,629%

 

TESORO

Gli investitori mantengono fiducia nelle finanze pubbliche italiane: solo un anno e mezzo fa i BOT semestrali rendevano il 6,50%, ora siamo scesi abbondantemente sotto lo 0,60%. L’asta odierna ha infatti visto i Bot a sei mesi segnare un tasso lordo finale dello 0,539% contro lo 0,629% dell’asta di fine ottobre, quindi in ribasso, e vicino ai minimi di aprile (vedi grafico). Alla data dello scorso 14 novembre 2013 la circolazione dei BOT era pari a 162.973,644 milioni di euro: 8.500 milioni di tipo flessibile, 54.614 milioni di euro semestrali e 99.974,644 milioni di euro annuali.

Secondo i recenti dati diffusi dalla la Banca d’Italia, circa il 60% dei titoli di debito pubblico nazionale è di proprietà degli italiani, di cui il 46% in mano alle banche e il restante 14% in mano a famiglie di risparmiatori. Percentuale che è andata incrementandosi rispetto a due anni fa quando la speculazione faceva temere il peggio per la tenuta delle finanze pubbliche. Termometro indicatore dello stato di salute delle finanze rimane comunque  il BTP decennale il cui tasso è sceso sotto il 4,08%. Rispetto alla fine del mese scorso lo scenario è del resto piuttosto radicalmente mutato, tenendo in considerazione non soltanto il taglio del riferimento Bce ma soprattutto il collocamento ‘monstre’ del Btp Italia e il conseguente drastico alleggerimento delle esigenze di raccolta del Tesoro.

 

Istat, torna a salire la fiducia nei consumi a novembre

 

Sul fronte macroeconomico, migliora il clima di fiducia dei consumatori, con l’indice che sale a 98,3 a novembre, un punto in più di ottobre. Lo rileva l’Istat, che lo scorso mese aveva rilevato il primo calo dopo 4 rialzi consecutivi. Cresce in particolare la componente personale, mentre si riduce quella economica. Sono in aumento i timori sulla disoccuzione e “in forte diminuzione” quelli sull’inflazione nei prossimi 12 mesi. Peggiorano le attese sulla futura situazione economica. [fumettoforumleft]La fiducia aumenta al nord, diminuisce leggermente al centro, rimane stabile al sud. A determinare questo scenario è soprattutto la pressione fiscale – osservano gli esperti – che ha raggiunto livelli ormai non più sostenibili che andranno ad alimentare ulteriori sacche di povertà fra le famiglie italiane. Un allarme che è stato lanciato anche dall’OCSE facendo il punto sulla spesa pensionistica italiana. In Italia l’età pensionabile aumenterà gradualmente per uomini e donne. Per le donne la riforma ha stabilito che l’età pensionabile sarà come quella degli uomini di 66 anni entro il 2018. Dal 2018 al 2021 passerà a 67 anni.

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