Asta BoT, rendimenti raddoppiati. Nubi sul debito pubblico italiano

I mercati tornano ad essere tesi. Gli investitori guardano alla Cina e alla Fed mentre lo spread Btp Bund si posiziona sopra i 300 punti base

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I mercati tornano ad essere tesi. Gli investitori guardano alla Cina e alla Fed mentre lo spread Btp Bund si posiziona sopra i 300 punti base

Il Tesoro ha collocato stamane BoT semestrali per un controvalore di 8 miliardi di euro. Il rendimento medio lordo è stato dell’1,052%, il doppio dello 0,538% dell’asta di maggio. Buona la domanda, pari a 10,9 miliardi, 1,36 volte l’importo offerto, sebbene il rapporto mostri un calo dal precedente 1,58. In ogni caso, si è trattato del risultato più alto da febbraio, sebbene l’impennata fosse già ampiamente prevista, tanto che sul secondario, il titolo con scadenza residua di un anno rendeva l’1,155%. A conti fatti è andata persino meglio delle attese.

Anche ieri il collocamento del Tesoro di 3,5 miliardi di CTz e di un miliardo di BTp indicizzati all’inflazione dell’Eurozona a 5 e 13 anni avevano esitato rendimenti in forte ascesa, pur raccogliendo una buona domanda. In particolare, i rendimenti dei primi sono praticamente raddoppiati dall’1,29% dell’ultimo collocamento al 2,403%. La ragione di tale impennata dei tassi sui bond sovrani, dopo i minimi assoluti registrati appena un mese fa, risiede nella previsione degli investitori che a breve non ci sarà più l’immensa liquidità che ha drogato i mercati in questi ultimi quattro anni e mezzo e che negli ultimi mesi avrebbe creato una bolla sul mercato obbligazionario pubblico e privato, oltre che sull’azionario.

 

Rendimento BOT 6 mesi in aumento: cosa preoccupa i mercati

Pesano, in particolare, le parole pronunciate una settimana fa dal governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, per cui il piano di accomodamento monetario QE3, la cui versione iniziale fu messa a punto nell’autunno del 2008, potrebbe essere allentato entro l’anno, per essere interrotto tra dodici mesi circa. E avendo pompato qualcosa come 2.500 miliardi di dollari sui mercati, adesso gli investitori temono che venendo meno questo immenso flusso di denaro, i titoli siano destinati a deprezzarsi.

Per questo, torna a infuriare un pò la speculazione anche contro i bond sovrani europei, ma colpendo stavolta anche i “core”, come i Bund tedeschi.

In effetti, se anche questi ultimi non avessero subito un aumento dei rendimenti, lo spread btp bund sarebbe almeno una ventina di punti base più alto dei 300 circa di queste ore. Attualmente, un BTp a dieci anni rende il 4,75%, in discesa dal 4,82% raggiunto ieri, ma quasi l’1% in più dai minimi toccati solo un mese fa.

Ad allarmare i mercati c’è poi anche il timore di un credit crunch in Cina, come dimostrerebbe l’esplosione dei tassi interbancari di questi giorni, così come non può essere sottaciuto il report di Mediobanca Securities di qualche giorno fa, sebbene reso disponibile ai soli clienti, per cui l’Italia potrebbe essere costretta a ristrutturare il suo debito pubblico, se fra sei mesi non si avvierà un pò di crescita.

Non pare, invece, abbiano pesato le indiscrezioni riportate stamane dal Financial Times di stamattina, per cui l’Italia avrebbe un buco di bilancio di 8,1 miliardi, a causa delle perdite su contratti derivati stipulati sul nostro debito pubblico a fine anni Novanta (Financial Times: l’Italia rischia un buco da 8 miliardi sui derivati).

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