Asta Bot: quello annuale rende il 2,84%

Tornano le tensioni sui titoli di stato e il buono a 12 mesi rende quasi il doppio rispetto a un mese fa. Si allarga ancora lo spread col bund tedesco e per il FMI l’Italia sarà in recessione fino al 2013

di , pubblicato il

Tornano a salire con prepotenza i rendimenti dei Bot. Il Tesoro ha collocato nell’asta odierna, 11 miliardi di buoni ordinari a 3 mesi e a 1 anno a fronte di 8,5 miliardi di titoli in scadenza. Il rendimento dei Bot a 3 mesi  (3 miliardi di euro) si è attestato a 1,249%, di poco superiore rispetto all’asta precedente e alle aspettative della vigilia, mentre per i secondi (8 miliardi di euro) il rendimento è schizzato al 2,84%, in netto rialzo rispetto all’1,49% della precedente emissione di metà Marzo e simile al rendimento di metà Dicembre 2011 (per entrambi i collocamenti il rapporto bid-to-cover è stato pari a 1,81). Del resto – commentano gli operatori – all’indomani del martedì nero per i mercati europei con Italia e Spagna in testa, non c’era da aspettarsi nulla di buono dall’asta odierna (Chiusura Borsa Milano: seduta da incubo, Ftse Mib a picco). 

I recenti scossoni a cui si sta assistendo da alcuni giorni, hanno infatti causato nuovamente un allargamento del differenziale fra titoli di stato italiani e tedeschi fino a 400 punti base andando a penalizzare i rendimenti sulla parte lunga della curva (Panico sui mercati: spread Btp Bund sfonda muro 400 punti base).  Per questo sarà più interessante monitorare attentamente l’asta in programma per domani che riguarderà l’emissione di nuovi BTP da parte del Tesoro.

 

FMI: Italia in recessione fino al 2013

L’ondata speculativa che in questi giorni ha travolto i mercati europei non è affatto casuale. A più di tre mesi dal varo delle manovre di austerità da parte del governo Monti, i grandi investitori internazionali si stanno accorgendo che molto probabilmente l’Italia non sarà in grado di centrare gli obiettivi prefissati.

Troppe tasse freneranno la ripresa del bel paese. A sostenerlo è il Wall Street Journal che punta il dito sul dissennato incremento della pressione fiscale a carico di imprese e famiglie, mentre quasi nulla è stato fatto sul fronte del taglio alla spesa pubblica. A ciò non si possono escludere i recenti scandali che stanno tenendo banco a livello politico, incentrati sul finanziamento pubblico ai partiti, e che non passano inosservati agli investitori internazionali più attenti alle vicende interne dell’Italia rispetto a qualche anno fa. A rincarare la dose ci si mette poi anche il Fondo Monetario Internazionale che giusto ieri ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell’Italia per il 2012 (-2,2%) e per il 2013 (-0,6%). Il Fmi individua nelle tensioni sul debito nell’eurozona la zavorra per le economie planetarie: “la ripresa globale è minacciata dalle crescenti tensioni nell’area dell’euro”, considerata come la “principale ragione” del deterioramento delle prospettive economiche.

 

Ripresa solo dopo le elezioni in Germania e Francia

Spread BTP/Bund

Al pessimismo del FMI ribattono alcuni analisti che individuano nella speculazione selvaggia sulla zona euro le cause dell’allargamento dello spread fra titoli di stato italiani (ma anche spagnoli) e tedeschi. Rispetto allo scorso autunno, le correzioni al ribasso non sembrano avere la stessa forza distruttiva, anche perché molte cose sono state risolte a livello europeo. Il fondo salva stati è stato potenziato, la questione greca è stata risolta (anche se in maniera dolorosa) e v’è maggiore consapevolezza di quello che ci si attende da qui ai prossimi anni. E’ inoltre probabile – commentano gli economisti – che dopo le elezioni in Francia e Germania, la visione delle cose possa migliorare. E’ chiaro che al momento l’atteggiamento delle due maggiori economie europee è prudenziale e attendista dato che nessuno governo vuole fare manovre azzardate rischiando di compromettere il risultato delle votazioni.

Argomenti: