Asta Bot per 10 miliardi: rendimenti in calo

I buoni a 12 mesi rendono oggi il 2,34%, mezzo punto in meno rispetto a un mese fa. Buona la domanda nonostante le tensioni politiche che arrivano dalla Grecia. Il governo Monti deve, però, tagliare incisivamente la spesa pubblica

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I buoni a 12 mesi rendono oggi il 2,34%, mezzo punto in meno rispetto a un mese fa. Buona la domanda nonostante le tensioni politiche che arrivano dalla Grecia. Il governo Monti deve, però, tagliare incisivamente la spesa pubblica

Bot Marzo 2013

Con il clima ancora teso a causa della Grecia che rischia di uscire dall’euro, l’asta odierna dei Bot non poteva certo andare a gonfie vele, ma neanche male come qualche operatore aveva pronosticato ieri, dato che le tensioni politiche erano già state ampiamente scontate dai mercati. Il Tesoro ha quindi fatto cassa vendendo titoli per 10 miliardi di euro con rendimenti in leggero calo, soprattutto sulla lunghezza a dodici mesi. Più nel dettaglio, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha piazzato 7 miliardi di Bot 12 mesi , in sostituzione di 6,6 miliardi di titoli che scadono il 15 Maggio, offrendo un rendimento del 2,34%, contro il 2,84% della precedente asta e un bid to cover dell’1,8%. Collocati sul mercato anche 3 miliardi di Bot 3 mesi, anch’essi interamente coperti dalle richieste degli operatori, con rendimento del 0,86%, contro l’1,24% dell’asta precedente e un bid to cover del 2,5%. Sullo sfondo, tuttavia, permane ancora alta la tensione sul mercato obbligazionario con il Btp decennale che rende quasi il 5,5% a fronte di uno spread btp bund che si è stabilizzato intorno ai 400 punti, mentre il rispettivo bund tedesco è al 1,54%. Più incredibile è invece il rendimento del trentennale della Germania che è volato a livelli record dopo gli ultimi collocamenti portando il rendimento al 2,20%, un minimo mai raggiunto prima. La corsa ad acquistare i titoli tedeschi – spiega un operatore di banca IMI – è causata dall’avversione al rischio nella situazione di forte incertezza sui mercati e dalla crisi politica scoppiata in Grecia.

  

Goldman Sachs compra BTP, mentre la Cina tira il freno

 

Intanto si apprende che Goldman Sachs abbia rastrellato nel primo trimestre dell’anno qualcosa come 2,3 miliardi di dollari in BTP. Notizia diffusa due giorni fa e che ha allentato per un attimo le tensioni sui mercati europei in preda alle preoccupazioni che arrivavano dalla Spagna dove il governo ha deciso di nazionalizzare Bankia, il terzo istituto di credito spagnolo. Si tratta però – come osserva un analista – di operazioni che si riferiscono al primo trimestre del 2012 quando i mercati erano ancora in fase di recupero, adesso il clima è cambiato. E infatti, più di recente, China Investment Corp, il fondo di investimento creato dal governo cinese che impiega al meglio l’enorme ammontare di riserve in valuta estera, ha detto che non intende più investire nel debito pubblico dei paesi PIIGS, fra i quali rientra anche l’Italia, a causa del perdurare della crisi.

Il fondo – ha dichiarato il suo presidente Gao Xiqing – punterà adesso ad acquisire importanti partecipazioni nel settore corporate europeo chiudendo il capitolo con l’acquisto di debito dei paesi sovrani europei.

 

A rischio la stabilità sociale del paese. Governo Monti al capolinea?

 

 

Sul fronte politico, dopo il risultato delle elezioni amministrative, vera e propria cartina tornasole del gradimento dei cittadini verso le istituzioni, emerge sempre più chiaramente che il governo Monti possa essere vicino alla fine del proprio mandato. L’incapacità di agire, di tagliare gli sprechi, i costi della politica e soprattutto della pubblica amministrazione, che costa agli italiani più della metà del Pil (solo per gli stipendi degli statali si spendono 175 miliardi di euro all’anno) ha generato un clima ostile nei confronti dei tecnici, ma anche dei partiti politici che li sostengono e che non riescono proprio a rinunciare a privilegi e finanziamenti pubblici in un momento in cui tutti sono chiamati a  fare sacrifici per la patria. A fronte di un clima teso e acuito recentemente dalle parole del ministro Passera in cui dice che “è a rischio la stabilità sociale del paese”, si preferisce ancora una volta colpire con le tasse sguinzagliando il mastino di Equitalia (sotto attacco da diversi manifestanti in queste ore a Milano) piuttosto che tagliare costi per mantenere enti inutili o incomprensibili missioni militari all’estero.

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