Asta Bot, il Tesoro offre 10 miliardi con tassi ai minimi storici

Scendono ancora i rendimenti dei titoli di stato a breve termine: offerti 7 miliardi di buoni a 1 anno allo 0,70% e a 3 mesi con tassi tendenti a zero (0,39%). Lunedì saranno collocati nuovi Ccteu per 3 miliardi

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Scendono ancora i rendimenti dei titoli di stato a breve termine: offerti 7 miliardi di buoni a 1 anno allo 0,70% e a 3 mesi con tassi tendenti a zero (0,39%). Lunedì saranno collocati nuovi Ccteu per 3 miliardi

Tornano in asta i Bot. Dopo il taglio del costo del denaro dello 0,25% operato dalla Bce la scorsa settimana, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha messo sul mercato titoli per 10 miliardi di euro per rifinanziare prossime scadenze. Il clima sul mercato dei titoli di stato europei si è rasserenato molto ultimamente, grazie anche alla stabilizzazione del quadro politico e istituzionale italiano che aveva tenuto in apprensione gli investitori stranieri, e lo spread nei confronti del bund tedesco si è ristretto intorno ai 250 punti base con il rendimento del Btp decennale che ha toccato il 3,80%.

 

Asta Bot annuali e a 3 mesi in dettaglio

 

TESORO - BOTNel dettaglio, il Tesoro ha venduto oggi 7 miliardi di Bot annuali scadenza 14 maggio 2014 (decorrenza 14 maggio 2013) e codice Isin IT0004920077, nonché Bot flessibili scadenza 19 dicembre 2013 e decorrenza 14 maggio 2013 (Isin da attribuire). La domanda è stata buona per entrambe le emissioni – riferisce un trader – e, nonostante le attese per la nuova asta, si sono visti molti investitori esteri a alleggerire alcune posizioni dopo il rally dei giorni scorsi sui Btp, il che ha spinto lo spread ad allargarsi fin sopra i 260 punti. Il Bot a un anno è stato quindi venduto con un rendimento finale lordo più basso della volta scorsa andando a testare nuovi minimi: 0,703% il tasso finale. Tendente a zero, invece, il rendimento offerto dal tesoro sui Bot a 3 mesi che sono stati assegnati con un tasso finale dello 0,393%.  Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha inoltre comunicato che la circolazione di BOT al 30 aprile 2013 era pari a 159.870,470 milioni di titoli, di cui 3.000,000 milioni trimestrali, 55.961,970 milioni semestrali e 100.908,500 milioni annuali. Il prossimo 14 maggio, tuttavia, verranno a scadere Bot annuali per 7 miliardi di euro.

La prossima settimana andranno fino a 3,5 miliardi del benchmark triennale maggio 2016, fino a 1,5 miliardi del marzo 2026 e fino a 3 miliardi del nuovo Ccteu novembre 2018.  “Non è un caso che la parte che sta soffrendo di più stamattina è l’area del cinque anni, visto che si va verso il collocamento del nuovo Ccteu, il cui importo è consistente”, osserva un operatore.

 

La pressione fiscale soffoca la ripresa, per la Cisl ci sono 4 milioni di incapienti

 

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Intanto, sul fronte economico, il tempo non volge di certo al bello. La pressione fiscale sta distruggendo il tessuto economico e mandando intere famiglie e piccole imprese con bassi redditi sul lastrico. A lanciare l’allarme sugli effetti disastrosi delle manovre dell’ex governo Monti è la Cisl attraverso il risultato di una ricerca Cisl sui redditi di lavoratori e pensionati che hanno utilizzato il Caf-Cisl nel 2011. In Italia – si legge – ci sono 4 milioni di incapienti, ossia persone che non riescono a “usufruire totalmente delle detrazioni fiscali a causa del basso reddito”. “E’ uno dei fenomeni più allarmanti del nostro Paese”, “difficile da aggredire” visto che “1/4 dell’economia nazionale resta sommersa” spiega il segretario confederale Cisl Petriccioli. “L’incapienza – dice – finisce per accentuare il fenomeno povertà”. Tra le soluzioni proposte da Cisl “l’imposta negativa”, ossia “di erogare in forma di assegno l’intero importo delle detrazioni”. In questo contesto, il ministro dello Sviluppo Economico Zanonato, intervenuto all’Assemblea di Rete Imprese Italia, reputa “indispensabile ridurre la pressione fiscale sulle imprese”. “Proprio per questo – aggiunge – occorre definire una programmazione seria ed efficace, senza tuttavia compromettere la tenuta dei conti pubblici”. Il decreto sui debiti scaduti della Pubblica amministrazione “va nella giusta direzione ma in fase di approvazione bisogna assicurare che queste risorse vengano erogate con tempi rapidi e certi”.

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