Asta Bot, i tassi scendono all’1,69%

Il Tesoro ha collocato di titoli di stato a tre mesi e un anno per 12 miliardi di euro. Grazie anche alla Bce, i rendimenti sono tornati a livelli di marzo e lo Stato paga meno caro il denaro per finanziarsi

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Il Tesoro ha collocato di titoli di stato a tre mesi e un anno per 12 miliardi di euro. Grazie anche alla Bce, i rendimenti sono tornati a livelli di marzo e lo Stato paga meno caro il denaro per finanziarsi

 

 

Lo chiamano effetto Draghi. La decisione della BCE della scorsa settimana di intervenire sui mercati acquistando illimitatamente titoli pubblici a breve termine (tre anni al massimo) per sostenere le finanze dei paesi dell’eurozona in difficoltà, ha sicuramente dato una mano anche al Tesoro italiano nel collocare in asta Bot annuali e trimestrali. Anche perché – come osservano gli operatori – una quota consistente delle imminenti aste italiane è stata concentrata in questa tornata autunnale proprio sulle scadenze medio-brevi. La prima asta del mese di Settembre ha infatti visto il Ministero dell’Economia e delle Finanze impegnato a rifinanziare titoli in scadenza per 8,25 miliardi di euro ricollocandone però 12, un quantitativo nettamente superiore, proprio per approfittare del basso costo offerto sulla parte breve della curva garantito da eventuali interventi sul mercato secondario da parte della BCE.  Più nel dettaglio, sono stati assegnati 9 miliardi di Bot a 12 mesi con un rendimento dell’1,69% (vedi grafico sotto), poco più di un punto percentuale, sotto il 2,77% dell’asta di metà agosto, il minimo dallo scorso marzo. Buono anche il rendimento per il Bot a tre mesi che è sceso allo 0,70%, la cui ultima emissione risale allo scorso maggio (0,87%). Il Tesoro ha infine fornito notizie in merito alla circolazione dei BOT al 31 agosto 2012, che era pari a 157.797,470 milioni di euro, di cui 6.500 milioni di euro flessibili, 56.661,048 milioni di euro semestrali e 94.636,422 milioni di euro annuali. Dopo l’asta, lo spread si è attestato a 340 punti anche per effetto del via libera del fondo salva stati (ESM) da parte della Corte Costituzionale tedesca.

 

L’Italia chiederà l’intervento dello scudo anti-spread, ma non adesso

 

Intanto, sul fronte dei dati macroeconomici, per l’Italia le cose non vanno affatto bene.

Benché nel mese di agosto si sia realizzato un fabbisogno del settore statale pari a circa 6 miliardi, in diminuzione rispetto allo stesso mese del 2011 in cui si registrò un disavanzo di 6,9 miliardi con minori interessi sul debito e un buon andamento del gettito fiscale, la crescita del debito pubblico continua ad inquietare gli economisti. Preoccupanti sono state in settimana le parole del Ministro all’Economia Grilli che, intervenendo al forum Ambrosetti di Cernobbio, ha ribadito la necessità di tagliare il debito con la vendita del patrimonio statale per un importo pari all’1% del Pil (Prodotto interno lordo) l’anno. Grilli ha indicato questa decisione come una delle due strade (l’altra è il raccordo tra i conti dello Stato e finanza locale) per migliorare i conti pubblici. Riguardo allo scudo anti-spread delle recente decisione della Bce, Grilli ha dichiarato che L’Italia per ora non intende chiederne l’attivazione, lasciando intendere che comunque è assai probabile che in futuro lo farà.

 

Istat: Pil -2,6%, crolla la spesa delle famiglie italiane

 

L’Istat ha rivisto al ribasso le stime preliminari sul Pil del II trimestre 2012, (-0,8% sul trimestre precedente e -2,6% su base annua). Le stime precedenti davano rispettivamente -0,7% e -2,5%. La variazione acquisita del Pil nel 2012, ovvero la variazione annuale che si otterrebbe in caso di variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno, è pari a -2,1%. Su base tendenziale è il dato peggiore dal IV trimestre 2009 (-3,5%). Per l’ Istat la spesa delle famiglie è calata 3,5% (-10,1% acquisti di beni durevoli e -1,1% per i servizi). A picco anche la produzione industriale dell’Italia che nel mese di Luglio è scesa del 7,3% su base annua e dello 0,2% su base mensile.

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